Nessuno nasce cattivo…

E’ Sabato mattina, lo Stiazzo mi stringe forte forte al suo collo e mi fa un “calin”, una coccola, lo stringo a me, lo bacio e penso in quale mondo orribile stiamo vivendo. Le scene di Parigi sono vive davanti ai miei occhi anche se le ho appena scoperte , per una volta venerdì sera mi sono coricata prestissimo e ho visto l’orrore solo al risveglio.

Ne parliamo basiti con il Malo… Noi non guardiamo molto la TV anzi dovrei dire praticamente mai e questa volta ancora di più abbiamo deciso di tenerla spenta, di non esporre i bambini a immagini troppo forti e difficili da capire. La Stiazza ha sei anni e la voglia di preservarla dalla crudele realtà è tanta. La guerra é sempre stata “lontana”  ma questi eventi sono talmente vicini a noi questa volta che non possiamo non parlarne.

“Perché ci sono persone che nascono cattive? ” è una delle sue domande.. Ecco , è proprio questo il punto… Nessuno nasce cattivo, NESSUNO.

 

 

 

…Per scelta ho deciso di non continuare questo post, ho deciso di non riportare il documento dei pediatri su come parlare ai bambini di questi atti,  ho scelto di non mettere altre parole nel web su questo argomento…ognuno ha la sua sensibilità

 

Appunti sparsi – Sicilia

Ultimo post “siciliano” …fino alla prossima vacanza!! Trovate gli altri post qui : 1a parte e 2a parte del viaggio.

I nostri viaggi IMG_4721sono quasi sempre itineranti e siccome alla fine non riesco mai ad indicare tutti gli indirizzi ho deciso di fare  un post con quelle informazioni  che di solito rimangono nei miei appunti. Diciamo che spesso colleziono i vari biglietti e poi mi ritrovo a doverli attaccare da qualche parte o finiscono in pochette e agende che rimangono in un cassetto.

Anche la Stiazza ha iniziato a fare la stessa cosa anche se il suo é diventato un vero e proprio diario di viaggio, soprattutto ora che inizia a scrivere da sola!

DOVE ABBIAMO DORMITO

Villa CieloMare

Località : Favara — Struttura: b&b

Peccato per la cena e il rumore delle feste che si sono svolte proprio sotto la nostra stanza.

Hotel Acquamarina

Località : Donnalucata — Struttura: hotel 4*

Da non perdere la colazione in terrazza, la vista é magnifica!

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Triskeles

Località Siracusa — Struttura: b&b

Niente di particolare un po’ scomodo per andare ad Ortigia ma pulito e il personale accogliente.

Al baglio

Località Mondello — Struttura: b&b

Comoda la posizione visto che é proprio in centro. Personale gentilissimo (noi abbiamo dimenticato il sacco nanna dello Stiazzo e son stati molto collaborativi nell’inviarcelo)

Sunset Beach

Località Marausa Lido – Struttura b&b

Pulito e semplice, comodo per raggiungere l’aeroporto di Trapani.


LA NOSTRA VACANZA IN PILLOLE

In questa vacanza:

IMG_4606la Stiazza ha perso il suo primo dentino!

lo Stiazzo ha imparato a saltare dagli scalini e ha assaggiato, ma soprattutto apprezzato, il polipo

La Stiazza ha imparato a leggere  le prime parole in italiano!

Abbiamo fatto colazione con granita e brioche 

Alla Stiazza è piaciuto : il Castello di Donnafugata, stare dagli amici Simo e Fra, la Spiaggia di San Lorenzo, il tempio Greco e Le Saline

Allo Stiazzo sono piaciuti : i Pupi!!!!!!!!!!!!
 DELIZIE DEL PALATO

Ottime le Teste di Turco di Scicli e simpaticissima la signora che ce le ha vendute!

Spettacolare il cioccolato di Modica…

La Granitaaaaaaaa!!! a Pozzallo e Marzamemi

Abbiamo mangiato ottimo pesce da Calogero a Mondello  e una buona pizza in un posto particolare a Noto “l’Orto di Santa Chiara”

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Se passate da Favara non potete non andare a cena all’enosteria i Dammusi

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Abbiamo comprato un po’ di provviste a Marzamemi da Campisi

IL REGALO CHE MI SON PORTATA A CASA!

La Stiazza ( o forse meglio dire la Stiazza con papà Malo 😉 ) mi ha regalato dei fantastici orecchini tutti naturali!

immagine presa dal loro sito
immagine presa dal loro sito

Andate a vedere il sito di Materia Viva …ne rimarrete affascinati!

La materia è viva : “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. P(l)anta Rei.

Consiglio

Se cercate un posto dove stare per le prossime vacanze, guardate il sito di Ospitalità Diffusa   hanno molte offerte e anche un sacco di iniziative carine. A Donnalucata abbiamo affittato da loro le biciclette e sono stati gentilissimi.

 

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che ci faccio qui?

Oggi ho ricevuto un commento lavorativo che credo si rifletta in altre sfere della mia vita e soprattutto nel mio blog.

Spesso mi “auto-censuro”, spesso inizio a scrivere e poi tutto rimane in bozza,  avrei un sacco di cose da dire e raccontare  ma non  “escono”.

Mi dico che non interessa a nessuno e quindi perché scriverlo ? Forse perché io sono la prima a criticare quando leggo delle ovvietà sul web, perché onestamente di banalità ce ne sono a milioni. Invece dovrei pensare che a qualcuno potrebbe interessare o meglio “chissenefrega!” se non interessa a nessuno.

Mi sono avvicinata al mondo dei blog quando in realtà ormai i blog erano tanti, troppi e più volte son stata tentata di chiudere tutto per poi invece riattivarlo.

Mi sono affacciata verso il mondo dei blog « mammeschi »  che ora evito anche un po’ perché spesso mi fanno innervosire, poi ho scoperto i blog degli expat e anche lì ne ho tenuti pochi nella cerchia degli « eletti », il lifestyle, quelli di viaggi … insomma all’inizio seguivo proprio di tutto un po’ e poi ho iniziato a selezionare, selezionare e forse anche con me stessa “seleziono” troppo.

Ogni tanto lo confesso mi viene il nervoso… perché credo che le persone “vere” dietro ai blog siano poche, perché non sopporto quelle che mi dicono cosa é meglio fare come se fosse oro colato, quelle che in alcuni casi riescono a farti sentire “sbagliata” se non fai come fanno loro;   quelle  che si sono reinventate a volte  diciamolo  grazie al fatto che non hanno problemi ad arrivare a fine mese e così via

E’ così che mi sono chiesta : ma allora perché scrivo ? che ci faccio qui, online ?

Una domanda semplice, e forse anche un po’ banale ma che mi aiuta a fare chiarezza.

Insomma io un lavoro ce l’ho e mi impegna anche tanto e non credo che potrei sostituirlo con un lavoro in rete per cui sicuramente non ho ambizioni in quel senso.

Mi piace condividere, chiacchierare con le persone e raccontare le mie esperienze anche se per ora mi viene meglio dal “vivo” che non online. Di persona riesco a conversare più facilmente, mi sento più sicura di me stessa. Online finora mi sono trattenuta un po’.

Però  mi sono resa conto che mi piace rileggermi e che i miei appunti o bigliettini alla fine non saprei tenerli così ordinati e il blog crea un po’ della Mia storia.

Quindi preparatevi perché cercherò di frenarmi molto meno!

Lui (O.W.) lo diceva meglio di tutti:

****”Sii te stesso, tutto il resto è già stato preso”****

Diario del nostro viaggio in Sicilia — 2a parte

Volete sapere com’è proseguito il nostro tour in Sicilia? Ecco qua, in ritardo come al solito, la seconda parte!

La Sicilia bisogna viverla dicevo nel mio precedente post  e quindi non si può non iniziare la giornata da veri siciliani, ovvero con una granita! Mandorla, mandorla tostata, pistacchio, gelsi ad ognuno il proprio gusto e ovviamente va accompagnata con una bella brioche… ecco poi al rientro ci si chiede il perché di quei kg in più!!

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Giorno 5  Dopo una bella granita, ci concediamo una giornata di relax in spiaggia; e che spiaggia! Quella di  San Lorenzo vicino alla riserva di Vendicari. Il mare trasparente è invitante ma l’acqua gelata e nonostante ciò la Stiazza si fa un bagnetto. Dopo la giornata sotto l’ombrellone passiamo da Marzamemi, un luogo incantevole anche se non la vediamo nelle ore del tramonto quando probabilmente sfoggia l’atmosfera migliore. La piazza non é troppo affollata quindi girovaghiamo per le strade e lo Stiazzo ne approfitta per giocare a palla nella piazzetta e alla fine come al solito finisce a granita e panna… Ottima, neanche da mettere in dubbio!

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Facciamo acquisti, ovviamente gastronomici, e poi ripartiamo,  ma anziché tornare a Pozzallo  facciamo una deviazione per la serata a Noto. Arriviamo a Noto nell’ora del tramonto e i suoi palazzi barocchi assumono un colore particolare per non parlare dell’ora blu…(quell’ora in cui il cielo diventa di un blu intenso, tanto amato dai fotografi)

Cena in una pizzeria molto particolare nel centro storico di Noto e poi tutti a casa perché il giorno successivo ci aspetta una lunga giornata!

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Giorno 6

Dopo la solita colazione con cornetto e granita, facciamo un salto in pescheria per assicurarci la cena e poi via verso il Castello di Donnafugata.

Arriviamo con mille scolaresche che lasciamo passare per poi goderci la visita con  un po’ di calma.

Il Castello di Donnafugata, che poi in realtà é più una dimora che non un castello, è tenuto molto bene e relativamente recente per cui alla Stiazza é piaciuto un sacco immaginare la vita in questo palazzo passeggiando prima tra le stanze e poi successivamente in giardino.

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Terminata la visita pranziamo e poi via verso Ragusa ibla in un orario ancora troppo caldo per cui tappa ai giardini Iblei e poi una bella granita.
Salita al duomo di San Giorgio e passeggiata in tutta la zona storica

Cena a casa … meglio del ristorante : Gnocchi con sugo di melanzane pesce spada e menta e grigliata di pesce.

Giorno 7

La mattina successiva, quella di venerdì solita colazione con granita  e poi fatte le valigie decidiamo di goderci di nuovo la spiaggia di San Lorenzo. Giornata di puro relax al sole (forse fin troppo sole!) e di spostamento infatti ci dirigiamo verso Siracusa dove pernottiamo in un b&b del centro.

Cena e passeggiata ad Ortigia ma alle 21,30 lo Stiazzo crolla sul tavolo del ristorante e la Stiazza lo segue a ruota.

Siracusa offre un sacco di cose da vedere e non si sa se riusciremo a fare tutto, vedremo domattina.

Giorno 8

Il sole è caldo e con 30 gradi facciamo un giro in barca per circumnavigare l’isola di Ortigia e vedere le grotte

Finito il giro pranziamo nella zona pedonale e andiamo in giro per Ortigia. Camminiamo come spesso facciamo noi, senza un vero e proprio itinerario, perdendoci in viuzze laterali e cercando di assaporare l’atmosfera di un luogo come se non fossimo turisti.

Restiamo incantati nella piazza davanti alla cattedrale che visitiamo insieme a Santa Lucia.IMG_4569IMG_4568
Raggiungiamo la punta di Ortigia ma il castello è chiuso e cosi riprendiamo il cammino per poi fermarci in una spiaggetta di sassi dove godere del panorama e fare una siesta.

Ripartiamo nell’esplorazione  cercando il museo dei Pupi e caso vuole  arriviamo in tempo per lo spettacolo.

Il teatro é piccolino, molto ben tenuto  e noi prendiamo gli ultimi posti disponibili. Lo spettacolo inizia e lo Stiazzo si emoziona come non mai. Gli attori bravissimi, e le scene spettacolari, così come i costumi dei Pupi. Assistiamo ad un pezzo dell’Orlando Innamorato  e alla fine di una battaglia lo Stiazzo applaude e dice “Ancora, ancora”. Oggi a mesi di distanza da questo viaggio lo Stiazzo ricorda i pupi soprattutto quelli che si davano un sacco di botte!!!

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Per chi fosse interessato ecco il sito: http://www.teatrodeipupisiracusa.it/homepage/

Giorno 9

Sveglia presto, colazione e poi via al Teatro greco  e Orecchio di Dioniso.

Dopo pranzo partenza verso Catania per poi tagliare nel centro e arrivare a Mondello. L’autostrada é interrotta ad un certo punto pertanto abbiamo fatto un lungo giro in statale che ci ha fatto perdere un po’ di tempo ma ci ha anche regalato degli splendidi paesaggi.

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Arriviamo in una  Mondello sovraffollata, a prima vista la Rimini siciliana,  nel pomeriggio e per fortuna troviamo velocemente una stanza. La sera si svuota un po’, così ceniamo e poi giostre e dolce in pasticceria

Giorno 10

Ultimo giorno di vacanza purtroppo 😦 e onomastico di papà Malo.
Stiamo in spiaggia al mattino e facciamo anche un bel bagno visto che l’acqua è abbastanza calda.
La vista bella, il mare trasparente, unico neo la spiaggia sporca
Se c’è una cosa che mi fa imbestialire è questa… l’inciviltà delle persone.

Mangiamo “da Calogero” trattoria sul lungo mare, la cui specialità è il polpo.
Ad ogni ora si può mangiare polpo per soli 6 euro! E lo Stiazzo l’adora!
Pranziamo a base di pesce e ci rimettiamo in viaggio; l’aereo per Torino è la mattina dopo e quindi ci avviciniamo a Trapani.

Ci fermiamo a Marausa Lido vicino a Trapani.

Marausa lido è deserta, la spiaggia non è ancora stata pulita, lasciamo le valigie e andiamo verso Trapani. In realtà facciamo una deviazione per le saline di Nubia e scopriamo un posto pazzesco.

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Visitiamo le saline al tramonto, prima passeggiando e cercando dì scoprirle un po’ e poi facendo una visita guidata al museo. La ragazza che fa da guida al museo è molto brava sa coinvolgere la Stiazza nel modo giusto, la spiegazione è accattivante e divertente. Il sole scende sulle saline e noi ceniamo a Trapani godendoci il tramonto e scrutando l’orizzonte abbiamo già voglia di organizzare la prossima vacanza in questa fantastica terra.

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Un posto ci sarà
fatto di lava e sale
dove la gente sa che è ora di cambiare […]

Che un posto ci sarà
dove si pesca ancora
e il mare porterà
una storia nuova […]

(cliccate sulla foto a destra… e godetevi Pino Daniele che canta la Sicilia)

un piccolo pensiero

 

“La felicità è fatta di attimi, di istanti, di dettagli, la felicità sta nelle piccole cose, nelle cose semplici. Non serve cercarla chissà dove, a volte è più vicina di quanto pensiamo, ma non riusciamo comunque a scorgerla.

Oggi era il tuo compleanno, 2 anni, quei famosi terrible two. 2 anni che sono letteralmente volati. E’ stata una giornata come le altre con gli impegni, il lavoro , le corse, la cena da preparare in fretta e furia che poi bisogna andare a nanna. Una di quelle giornate che vuoi solo che finiscano in fretta.

Eppure in tutto ciò quando ti sei seduto contento al tavolo per soffiare le candeline il tuo viso ha sorriso, la tua bocca con quei dentoni da latte un po’ storti  hanno sorriso ma anche e soprattutto i tuoi occhi hanno sorriso.

I nostri sguardi si sono incrociati ed ho goduto di quell’istante che per un attimo ha accantonato i fardelli della vita quotidiana. Non ho fatto foto, non volevo filtri tra di noi, volevo godermi quell’istante.

Ti auguro di poter sempre sorridere così; non solo con la bocca ma con gli occhi e con il tuo cuore.”

 

 

Dopo la pioggia…

Un sole caldo e brillante splende in cielo, sembra una di quelle belle giornate autunnali, dove il sole non scotta più ma riscalda dolcemente, giornate da passare in modo calmo, tranquillo, senza fretta, per assaporarne tutti gli istanti, come per immagazzinare caldo per l’inverno: ecco come doveva essere domenica. Una giornata bella, di sport, di “esempio”, una semi maratona per papà Malo, una giornata all’aria aperta per noi, pronti a sostenerlo, incitarlo e congratularci con lui. E invece… invece il sole splendeva ma la notte aveva portato un disastro, una pioggia incessante per due / tre ore consecutive di una violenza mai vista prima.

A casa nostra un po’ di lavoro, un garage allagato, alcuni ricordi da salutare per sempre ma nulla in confronto ad altre persone che invece hanno perso tutto.

Restiamo a casa domenica, lavoriamo in giardino, in garage , non abbiamo tv e la connessione va a rilento. Decine sono le chiamate, decine i messaggi,  whatsapp, facebook. Fa piacere sapere che qualcuno ti pensa altrove e si preoccupa per te. La Stiazza che ancora non realizza bene l’accaduto chiede “ma perché tutti ci chiamano, ci cercano?”  “Perché ci vogliono bene e si preoccupano per noi” ecco la risposta che la rincuora.

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Lunedì prendiamo contatto con la realtà più cruda e brutta, quella che ci mostra la città  in cui viviamo semidistrutta. Il fango ha invaso le strade, i campi da tennis, il campo da golf è diventato una palude. Gli aironi volano a filo dell’acqua. Le piante del vivaio a qualche km sono arrivate fin lì. Elicotteri in cielo, camion e draghe per le strade. Centinaia gli uomini che lavorano, forze dell’ordine, volontari venuti da vicino e da lontano.(le cifre della prefettura  giovedì, dicevano che nella regione più di 500 persone sono impegnate nei lavori, 1556 gli interventi finora effettuati e di cui ancora 400 in atto…)

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La Brague ora è di nuovo quel torrente innocuo che scorre per poi arrivare al mare. Il suo impeto sembra domato, la sua forza placata.

Eppure ha distrutto, ci sono famiglie che hanno perso tutto, case svuotate, ricordi persi, storie “dell’orrore” raccontate ma la vita va avanti, la normalità deve tornare, le scuole riaprono, le strade anche, e i volontari si fanno in quattro per aiutare.

A scuola i bambini hanno raccontato davanti ai compagni se avevano avuto problemi, cosa era successo per poterne discutere tutti insieme. In realtà la maggior parte dei bambini della scuola della Stiazza non abita nella zona più colpita per cui nessuno di loro ha perso la casa ma sicuramente hanno amici o parenti in quella situazione.

Sanno comunque che la loro scuola ha ospitato quelle persone che hanno perso la casa e che non possono andare in piscina perché il loro pulmann ha preso troppa acqua e non parte più; vedono i genitori darsi da fare e aiutare gli altri.

E poi?….. l’altro giorno su Facebook la pagina Biot News ha pubblicato questo e io son contenta di condividerlo:

“Vi chiedete come aiutarci?

Per aiutarci vi invitiamo a venire a Biot quando i media non ne parleranno più, quando gli artigiani, i commercianti, i professionisti riapriranno  e avranno bisogno della vostra presenza; il parrucchiere, il panettiere, il veterinario ecc.

Allora…  VENITE A BIOT!

Se abitate nei d’intorni venite al ristorante, dal fioraio, dal fisioterapista, venite  a comprare i vostri regali di Natale a Biot.
Se abitate lontano veniteci  durante le vacanze, venite a visitare le famose vetrerie che saranno ristrutturate, venite al museo Fernand Leger eccetera…

Vi aspettiamo!”

E vi lascio con una filastrocca di Gianni Rodari

Dopo la pioggia
Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno:

è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.

è bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede – questo è il male –
soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,
questa si che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

Tanti auguri a TE…

a Te che oggi compi 6 anni, e io ancora non me ne rendo conto…

a Te che mi hai fatta diventare Mamma per la prima volta,

a Te che diventi ogni giorno più determinata ma che sei ancora così innocente,

a Te che ogni tanto mi fai arrabbiare… ma spesso é la mia pazienza a mancare,

a Te che non ti stanchi mai di giocare,

a Te che per il tuo compleanno  chiedi di avere libri, strumenti musicali  e mi dimostri che non sei per nulla “sologiocattoliinutili”,

a Te che sai essere una splendida sorella maggiore, un punto di riferimento, un esempio,

a Te che hai iniziato la scuola con una voglia di imparare pazzesca,

a Te che confidi tutto al tuo papà (a volte rendendomi un po’ gelosa!),

a Te che hai abbandonato il rosa ma hai scoperto il maquillage,

a Te che diventi insopportabile quando hai fame, proprio come me!

a Te che sei una piccola viaggiatrice, curiosa e instancabile,

a Te che sei così come sei, con il tuo caratterino, le tue paure, le tue gioie,

a Te che sai emozionarmi quando canti una canzone,

a Te e solo per Te…

Auguri di buona vita!

Rentrée !!

Ci siamo!! Settembre é arrivato e con lui la mitica Rentrée ! Ne avevo già parlato lo scorso anno, in Francia la rentrée é qualcosa di « sacro » ; io me la immagino come un mostro simpatico pieno pieno di quaderni, righelli, biro, colori, pennelli !

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immagine presa dal web (un po’ modificata)

Sarà che i giorni che precedono la Rentrée é tutto un fermento di genitori che liste alla mano prendono d’assalto i supermercati cercando le migliori offerte. Devo dire che in effetti son molto precisi e quest’anno anche noi avevamo una bella lista di roba da comprare e preparare, non libri perché quelli li presta la scuola ma un elenco di cartoleria che sinceramente non ricordavo ai miei tempi ! Ebbene si,  per la Stiazza é iniziato un nuovo ciclo il CP, ovvero la prima elementare.

Abbiamo preparato insieme tutto l’occorrente : 2 portapenne , uno lo terranno a scuola di « scorta » e uno da portare in cartella, lavagnetta con pennarello e doppio cancellino, biro blu, verdi e rosse e poi matite colorate, acquerelli e pennarelli. Su suggerimento di altre mamme ho una scorta di colle a casa che potrei incollare la qualunque. Vedremo se in effetti é come dicono che a Natale saran già finiti almeno 5 tubetti !

Una volta etichettato il tutto e preparato la cartella, eccolo che arriva il grande giorno !

La sera precedente prima di addormentarmi ho ripensato alla mia « rentrée », il mitico primo giorno di scuola, nitido nei miei ricordi come poco altro.

Avevo i capelli a caschetto e quella mattina indossavo una gonna con le scarpe di vernice nere e le calzine bianche, quelle con il risvoltino di pizzo, decisamente anni ‘80. Ho frequentato le scuole con mio cugino, mio coetaneo e instancabile compagno di giochi essendo entrambe figli unici. Quella mattina mia zia é passata a prenderci per poter andare insieme. Foto di rito nel giardino di casa con i nostri grembiuli blu stirati in maniera impeccabile e pronti da qualche giorno per essere indossati. Nel tragitto da casa a scuola io e lui eravamo seduti dietro ( non c’erano i seggiolini all’epoca) vicini vicini e lui con tono serio e deciso mi dice (sicuramente preso dal discorso preparatorio di mia zia!) « sai ora cambierà tutto, non potremo più giocare, dovremo fare i compiti e diventeremo grandi!»

Già…e così eccomi “diventata grande” ad accompagnare la mia bimba.

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Arrivati a scuola la Stiazza é entrata serena ma non senza  un pizzico d’emozione e con mille domande in testa su cosa sarebbe effettivamente cambiato.  Anche lo Stiazzo era con noi e l’ha supportata a modo suo!


Le scuole francesi non prevedono l’inserimento, alla materna  a volte é di un quarto d’ora (!) ma alle elementari in alcune scuole non esiste proprio,  per cui a partire dal primo giorno li si lascia al cancello e loro entrano da soli. Nella scuola della Stiazza per il primo giorno (ben specificato solo per il primo) ci hanno fatti entrare in classe. Son stata contenta di questa cosa perché in fondo passerà un sacco di tempo li dentro e avevo voglia di scoprirlo con lei.

L’aula é grande, loro sono 23, sulla lavagna una scritta “Bienvenue au CP” e sui banchi pronte e ordinate le cartelline e i quaderni con i loro nomi. Siccome sono andati in ordine alfabetico la Stiazza é in prima fila! Ma son sicura che sia contenta di questa cosa.

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La maestra si presenta e quest’anno di nuovo siamo alle prese con maestre che sono part time per cui lunedì – martedì una e giovedì – venerdì l’altra, il mercoledì si alternano. Dovrebbero seguire lo stesso programma e vedremo come andrà.

Mentre lei parla mi guardo intorno cercando di vedere tutti gli spazi dell’aula; quello che mi piace di più é l’angolo della lettura… un angolo con cuscinoni e tappeti e un po’ di libri a disposizione. Non mancano il pc e  lo stereo.

I banchi sono uniti per 3  e in fondo un grosso tavolone per i lavori manuali da fare in gruppo.

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Alla lavagna come al solito una parte é riservata alla “data” giorno, mese anno ecc e mi supisce (positivamente!) che per esempio le paroline per indicare il  meteo siano in inglese.

Prossimamente avremo la riunione con le maestre,  per ora quella che abbiamo incontrato ci piace. All’inizio della scuola lo scopo, dice lei, é quello di farli crescere e rendere autonomi e quindi sin dal primo giorno son responsabili della loro cartella,  del materiale e hanno dei piccoli compiti da fare a casa (leggere delle paroline ecc) cose semplici che possano insegnarli come funziona la scuola. Poi si imparerà a leggere, scrivere e quant’altro. La famiglia  in tutto ciò ha un ruolo importantissimo, affiancarli senza sostituirsi  a loro, responsabilizzarli  facendogli preparare il materiale  autonomamente e poi controllarlo insieme per esempio e così via.

La strada della scuola sarà lunga mia cara Stiazza, ma  noi ti sosterremo sempre! Buon inizio!

Diario del nostro viaggio in Sicilia — 1a parte

Mentre tutti sono in vacanza e noi in ufficio mi riguardo e condivido con voi il nostro viaggio in Sicilia fatto a maggio di quest’anno.

La Sicilia é una regione da  « vivere », visitarla é riduttivo  e noi per una decina di giorni ci abbiamo provato!

E’ uno di quei luoghi che non finisci mai di scoprire… ogni volta riparti con il pensiero di non aver visto « tutto » sapendo che ci sono ancora tante cose da vedere, da fare, da conoscere, da provare, da assaggiare!

La Sicilia si può solo amare con le sue peculiarità, le sue contraddizioni, il suo cibo, il caldo che ti penetra nel corpo, la sua storia e le persone: sempre cordiali, sempre pronte a dare consigli o raccontare aneddoti.

A Scicli abbiamo fatto una serie di incontri singolari: un signore ci ha visti in bicicletta e ci ha fermati dandoci una cartina del centro storico e raccontandoci cosa vedere, sempre a Scicli un simpatico signore nella sua bottega mi ha raccontato la sua storia e credo che sia un po’ un simbolo della città. In mezzo a tutta quella ferraglia si respirava la vita vissuta di un uomo, sorridente e con la voglia di raccontare.IMG_4373

Due anni fa con lo Stiazzo in pancia avevamo fatto un week-end lungo nella zona di Trapani. L’itinerario era stato più o meno questo: Trapani, San Vito lo Capo, Erice, visita a Segesta e ritorno.

Quest’anno abbiamo deciso di partire verso Sud e alla fine abbiamo fatto una bell’ itinerario con ca 1000 Km percorsi e vedendo un sacco di cose diverse. Come dicevo restano da vedere ancora molte cose della Sicilia, una su tutte: l’Etna! e poi ancora Palermo città, Enna, le isole…

Ma ecco la nostra cartina! Aeroporto di arrivo e partenza: Trapani. Abbiamo affittato un’utilitaria  all’aeroporto e da lì via per il tour!!

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     dal nIMG_5533ostro diario di viaggio….

 

 

 

 

 

 

 

Giorno 1

Ryanair ci ha cambiato le carte in tavola senza avvisarci anziché partire da Cuneo siamo partiti da Torino e così abbiamo fatto tappa dai nonni per non dover fare la levataccia… Un caffè con gli amici di sempre e si parte!

Bentornati in Italia mi viene da dire!!La gente per salire in aereo passa da destra e da sinistra e applica con disinvoltura il principio marketing del “member get member”, funziona benissimo, sembra uno solo in coda e poi alla fine sono quindici; l’hostess durante la presentazione delle misure di sicurezza si è dovuta interrompere annunciando con accento del sud “signori se non state seduti non possiamo partire!”
Arriviamo all’aeroporto di Trapani affamati e nel piccolo aeroporto ci concediamo subito un arancino!

La prima tappa é nell’Agrigentino, percorriamo la strada all’interno che ci fa attraversare la campagna passando da Ribera Città delle arance dove dai finestrini ci inebria un profumo di fiori d’arancio. Alloggiamo a Favara, e trovare il b&b prenotato è stata un’avventura ma alla fine ci siamo! La vista è molto bella dal mare al paese di Favara.

CeniamIMG_5534o ai Dammusi un’ enosteria moooolto buona, loro lo chiamano cibo rustico noi lo chiamiamo mangiar bene!
Tagliata per Malo e pasta salsiccia e friarielli con antipasti sfiziosi per me…il tutto con un buon bicchiere di vino rosso.

 


Giorno 2 –    Visita   alla Valle dei Templi di Agrigento

Uno splendore! Un’estate africana a maggio ci coglie e alle 10 ci sono già 28 gradi!

Valle dei Templi

La valle dei templi ci incanta con le colonne ben conservate e il contrasto dei colori é molto forte. Entriamo gratuitamente (essendo la prima domenica del mese) e visitiamo questo enorme sito, esploriamo a modo nostro, senza guide ma perdendoci a scoprire gli angoli più nascosti, contando le colonne, guardando le pietre che sanno di storia e immaginandoci come erano nel loro massimo splendore.

 

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Al pomeriggio tardo andiamo alla scala dei Turchi, una meraviglia della natura! Peccato per le spiagge vicine che troviamo decisamente sporche 😦

 

Saliamo a piedi nudi, arriviamo quasi all’ora del tramonto e ci godiamo lo spettacolo.

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Al rientro tappa al parco giochi e poi rientriamo ammirando i templi illuminati.

Serata e cena da dimenticare! Fregatura colossale!!! Nel b&b dove abbiamo alloggiato facevano servizio ristorante per comunioni e cresime quindi ci hanno proposto una cena con menù fisso e fin qui ok peccato però che in due ore ci abbiamo servito due piatti e neanche tanto buoni…

Giorno 3 Si parte verso Sud!

Passiamo da Gela e proseguiamo senza meta. Non abbiamo prenotato nulla per cui andiamo alla ricerca di un posto carino. La prima tappa per il pranzo é a casa di… Montalbano! Punta Secca. Il paesino é semi deserto, pochissime le strutture aperte ma ci fermiamo a mangiare un arancino con vista mare e facciamo il primo bagno della stagione proprio sulla spiaggia sotto casa di Montalbano che é un bed&breakfast purtroppo al completo per quella note per cui dopo un po’ tutti in auto e si riparte. I bimbi fanno la siesta e proseguiamo ancora un po’.

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Ci ricordiamo di un hotel non lontano in cui lavora una carissima amica della nostra amica Fabiana, per cui decidiamo di andare a vederlo! Eccoci quindi a Donnalucata in un super hotel con vista mare. Facciamo un giro in centro e vediamo delle bici a noleggio; ci fermiamo subito presso l’Ospitalità alberghi diffusi per appunto affittare delle biciclette elettriche.

CI accolgono con estrema gentilezza indicandoci percorsi e dandoci informazioni e noi matti come siamo partiamo in direzione Scicli! La strada da fare purtroppo é una statale per cui ci vuole un po’ di attenzione, percorriamo i 6 km che ci portano a Scicli e arriviamo in centro a  fine pomeriggio. Lo Stiazzo ad un certo punto si addormenta sul seggiolino per cui tappa obbligatoria per risveglio e poi si riparte. Arriviamo a Scicli e facciamo un giro senza però poterci soffermare troppo in quanto é già un po’ tardi e siamo con le bici. Saliamo fino a San Matteo, una mini sfacchinata perché l’aiuto delle bici elettriche é fondamentale e ci godiamo il tramonto. Torniamo a Donnalucata stanchi e contenti e ceniamo al ristorante vicino all’hotel.

Giorno 4 La mattina successiva dopo aver assaporato una colazione dalla splendida terrazza dell’hotel ripartiamo verso Scicli per visitare le chiese viste solo da fuori e il centro storico tenuto benissimo.
La zona del barocco è tenuta in effetti molto meglio dell’agrigentino.

IMG_4381Ci fermiamo tra l’altro in una pasticceria artigianale per acquistare biscotti ed una testa di turco …

In realtà io mi son soffermata proprio per curiosità. Cos’è una testa di turco?? Un dolce come un bignè enorme e all’interno crema di ricotta e cioccolato. La signora ci ha fatto assaggiare praticamente tutti i biscotti che produce e alla fine prendiamo un’enorme testa di turco e altri biscotti da mangiare con gli amici. il suo negozio é un luogo senza tempo o forse un luogo in cui il tempo si é fermato. Il marketing dell’assaggio in realtà é fatto in modo spontaneo e naturale e la signora ha piacere a presentare tutto a farci assaggiare tutto, il bancone é ricoperto da mille biscotti e alle pareti le foto dei figli in stile anni 80/90.

 

A spasso per Scicli
A spasso per Scicli

 

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Dopo la passeggiata a Scicli però si riparte: a Pozzallo ci aspettano Simone e Francesco, siciliani di famiglia ma residenti a Londra!Gentilmente ci ospitano a Pozzallo e il primo pomeriggio facciamo spiaggia e parco giochi. Super cena con  grigliata  di pesce a casa e poi nanna.
Al mattino colazione con granita alla mandorla e brioche… ottima!! Il modo giusto per iniziare la giornata…

Il nostro viaggio continua nel prossimo post …

Paese mio che stai sulla collina…

Questo post é un po’ incasinato, come la mia testa! Spesso i pensieri scorrono nella mia mente come se li leggessi e quello che faccio é metterli per iscritto; altre volte, come questa, ho un sacco di pensieri e non riesco ad impostare un buon filo logico ma ci provo lo stesso.

Sono nata, vissuta e cresciuta fino alla maggiore età, in un paesino di circa 900 anime. Da bambina era il mio mondo anche se mio papà aveva lavorato per un periodo in un’altra regione la decisione di voler tornare a vivere lì l’avevo ben condivisa con mia mamma,  percepivo che lei  aveva le sue certezze (la famiglia) e di conseguenza anche io.

Da ragazzina mi piaceva perché nonostante andassi a scuola in città la vita di paese mi dava un sacco di cose e soprattutto libertà.

All’università e dopo con il lavoro ha iniziato ad andarmi stretta. Ho lasciato il mio paese per andare a viver in città o forse meglio per allontanarmi da una situazione che volevo cambiare ma non riuscivo. Il fatto di allontanarmi nella mia testa era un modo per riuscire a cambiare qualcosa da lì ci son stati eccome i cambiamenti, fino a quelli che mi han portata in Francia.

L’altra sera la mia bimba rientrando a casa ha pianto perché quella vita di paese  le é piaciuta! Mi ha fatto un sacco tenerezza perché io l’ho vissuta e non avevo mai pensato che in effetti certe cose possano anche un po’ “mancare”. Sono cose semplici e banali. Come per esempio poter chiamare l’amichetto vicino di casa appena finito di mangiare o con un fischio fargli capire di aver  finito di mangiare che si può uscire in giardino e giocare giocare giocare. E mentre giochi con l’amico avere un sacco di visite inaspettate. Alcuni zii che passano di lì e vengono a salutarti e poi magari improvvisi anche una cena. Vedere il cuginetto che fa prima media avere la “libertà” di andare al parco a piedi e da solo per poi trovare i suoi amici, che tutti quanti si ritrovano nello stesso campetto.

L’estate era così per noi in effetti. Ci si ritrovava al campetto o in una borgata e si stava insieme, in gruppo. Spesso, anzi quasi sempre, fuori casa, andando in bicicletta. Ci si passava a chiamare ora si mandano i messaggi! ma il fine rimane lo stesso. Ed era così che il minimo evento in paese si trasformava in una festa. Perché alla fine tanto ci si ritrovava lì! E la Stiazza si é stupita in effetti la sera in cui siamo andati a vedere un mini concerto, di ritrovare un sacco di gente che conosceva senza che fosse “organizzato” e mi ha chiesto :” siamo stati invitati a questa festa?” No! Non c’é bisogno di invito!!!

Ecco quello che ogni volta mi fa effetto é che la vita di paese é sempre la stessa. Anno dopo anno, mese dopo mese, evento dopo evento. Cambia qualcosa ma poco; trovo le persone invecchiate, vedo i bimbi cresciuti, altri appena arrivati … ma il modo di vivere no! Quello é sempre uguale.

Non credo sarei più in grado di vivere quella vita però la porto nel cuore e sento che fa parte di me, con la mia infanzia, i ricordi della spensieratezza,

il cielo blu sopra le montagne, il profumo della montagna, i suoi sapori e poi ci sono le amicizie… che rivedo una volta l’anno, ma é come se ci fossimo visti la settimana prima.

 

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