Les mistrals gagnants…

Quando sono arrivata in Francia non parlavo il francese;  l’avevo studiato un po’ al liceo ma il livello era terribilmente basso che mi era impossibile comunicare realmente con le persone (potevo sopravvivere sì,  ma non era quello l’obiettivo!); e siccome sono arrivata qui senza lavoro e abbastanza giovane mi sono iscritta ad un corso intensivo di francese per stranieri all’università di Nizza.

Mi sono ritrovata in una bella classe di stranieri dai volti e dalle storie più disparate.

Yucca, una ragazza giapponese venuta qui per diventare chef etoilè; Agnese, una polacca che ha seguito il marito ma che poi ho scoperto essere tornata in Polonia dopo qualche anno; Marija, invece, di orgine serba e che  è tuttora nella regione; Damian,un ragazzo danese, molto taciturno e nordico e altri ragazzi cinesi.

L’insegnante, Nicole, è stata spettacolare. E tuttora porto il suo ricordo con me.

Io lo so, tendo ad essere secchiona in queste cose, ma è più forte di me, se trovo un insegnante con delle buone idee e la voglia di insegnare mi impegno al massimo.

Quello che io ho adorato in Nicole é stata la voglia di trasmettere la sua cultura, non solo la grammatica, l’ortografia,  le regole e mille eccezioni, ma veramente il loro modo di pensare, di vedere le cose e lo ha fatto con tutti i mezzi a disposizione, compresa la cucina.

10 anni fa giusti, era il 2007, anno delle elezioni, per cui spesso ci aiutava a decifrare i discorsi dei politici, ci invitava a guardare i dibattiti per poi parlarne insieme, si parlava di ecologia ed economia.

Un giorno invece, ci ha presentato una canzone che fa parte della cultura francese; credo che nessuno di noi l’abbia apprezzata, né capita, appieno quel giorno. Lei l’ha messa in classe e la cantava con trasporto, ci ha anche proposto di cantarla!! La traduzione che ne era venuta fuori era tremendamente letterale, con parole nuove  che lì per lì non trovavo neanche così utili.

Solo ora, a distanza di anni la capisco veramente, ora che conosco un po’ di più la culutra francese, la sua musica e  l’apprezzo veramente. Sentirla cantare dal vivo poi mi emoziona e mi fa anche tornare indietro negli anni, quando piena di domande mi trovavo in quella classe e iniziavo la mia avventura in terra francese.

Ora, cara Nicole, la tua lezione l’ho veramente capita! Grazie di tutto

Ci risiamo…

Ci risiamo… puntuale come sempre, é arrivata la Rentrée.

Si ricomincia. Tutto ricomincia: scuola, attività, routine…

E’ tempo di nuovi propositi, di nuove attività, di previsioni per come dovrà finire l’anno.

E’ tempo di inizi  e  quest’anno per noi é un doppio inizio. La Stiazza in CE1 e lo Stiazzo fa la sua prima rentrée in materna. Qui l’inserimento non c’é, non esiste, quindi spero che vada bene da subito anche se so già di per certo che il primo mese potrà essere difficile per lui abituarsi alla routine e soprattutto separarsi dalla sorella. Nonostante siano in costante “conflitto” hanno in realtà passato insieme tutta l’estate, condividendo sempre più momenti.

E’ un anno particolare anche per tutto quel che é successo qui. L’allerta e la sicurezza sono sempre ai massimi livelli e negli ultimi giorni si sprecano le mail che si susseguono sulle norme da tenere. Nessun genitore può entrare nella scuola; i bambini non possono essere accompagnati in aula, fatta eccezione per i piccoli e solo per il primo giorno.

Questo clima in certi momenti pesante va ad addizionarsi un po’ alla solita preoccupazione che c’é ; ma l’emozione é tanta che i bambini non credo si soffermino sulle regole.

La Stiazza non vede l’ora di cominciare anche se é stata separata dalle amichette del cuore. Ogni anno qui si cambia tutto: classi e insegnanti. E quest’anno ad attenderla una classe mista ovvero con compagni un anno più grandi. Vi racconterò come andrà. Sembra sia un uso molto comune qui in Francia e sia anche molto utile in entrambe i sensi, sia per far crescere i piccoli che per responsabilizzare i grandi.

Per me la rentrée sarà la continuazione di un lavoro che mi impegna decisamente tanto ma che per ora mi piace; sarà forse un rientro a tempo pieno  ma sarà anche la ripresa delle mie attività che per troppo tempo ho lasciato da parte proprio per il lavoro.

L’iscrizione a Zumba e pilates é stata fatta e voglio impegnarmi a non mancare. Il blog va rispolverato e siccome mi spiace abbandonarlo proverò a dedicargli un po’ di spazio in più.

Gli zainetti sono pronti, noi più o meno! Domattina si ricomincia!

Quest’anno voglio augurare e “augurarci” Buona Ripresa!

 

 

 

Tori neri, cavalli bianchi e fenicotteri rosa… benvenuti in Camargue!

Le vacanze sono ormai alle porte e io non ho ancora pubblicato questo post del nostro weekend in Camargue! Quando vogliamo passare qualche giorno di vacanza senza andare troppo lontano di solito ci dirigiamo verso l’Italia, questa volta invece siamo partiti nella direzione opposta, ed eccoci a riscoprire la Camargue!

La Camargue, terra selvaggia ci aveva giá incantati anni fa, quando i weekend fuori porta erano piuttosto frequenti e senza troppi vincoli; e anche questa volta non ci ha delusi; anche se l’organizzazione é stata decisamente diversa.

Abbiamo deciso di partire all’ultimo minuto e la ricerca di un alloggio non é stata semplicissima viste le caratteristiche di ricerca: una camera famigliare dove far dormire una coppia, due bambini e con un po’di posto per Lady, che ora ha 6 mesi e pesa 25 kg!

Ho utilizzato per la prima volta il sito Homeaway e devo dire che mi sono trovata benissimo; per cui abbiamo alloggiato a ca 10 km da Saintes Maries de la mer che é un po’il cuore della Camargue, in un appartamento piccolo ma molto ben sfruttato e con un giardino chiuso accessibile a Lady. Metto qui il link per chi volesse vederlo.

Avendolo trovato veramente all’ultimo minuto ne siamo rimasti molto soddisfatti.

Il meteo prevedeva gran sole e invece non é stato proprio cosí, cielo piuttosto grigio e vento hanno caratterizzato le giornate di venerdí e sabato, concedendoci un po’di sole solo la domenica.

Per questo il nostro itinerario é stato creato sul momento, senza programmi né stress.

Siamo arrivati nel primo pomeriggio di venerdì, perché nonostante tutto non riusciamo  a fare levatacce soprattutto quando c’é spirito di vacanze nell’aria.

Poi subito a St Maries de la Mer per un giro in centro con merenda a base di crepes au sucre! Le stradine del centro di St Maries de la Mer sono  piene di negozietti “turistici” e ristorantini e la cosa che mi più mi é piaciuta é stato vedere quanto siano diversi per certi versi dalla Costa Azzurra. Lo stile un po’ cowboy, camice a fiori, cappelli gitani e  paella nei ristoranti. All’ufficio del Turismo in realtà non mi trovo molto d’accordo con la signora che vuole convincermi che  nella “Course Camarguese“il toro é tranquillo e quasi quasi si diverte (!). Ecco, personalmente non ce la faccio proprio nonostante non sia una corrida vera e propria per me rimane sempre una “tortura”. Per cui niente spettacolo per noi.

Il cielo si apre un po’ e quindi ci concediamo un giro sul tetto della cattedrale anche se papà Malo e Lady ci devono aspettare sotto.

Però subito dopo  una  passeggiata sulla spiaggia tutti insieme a raccogliere legnetti non ce la toglie nessuno.

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Sabato ci svegliamo con il brutto tempo e quindi decidiamo di andare ad  Aigues Mortes, una città poco distante da St Maries de la mer, tipica per le sue mura e le saline.

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Lady non può salire sulle mura quindi facciamo una passeggiata soltanto io e gli Stiazzi per poi scendere e mangiare tutti insieme. Subito al di fuori delle mura si estendono le saline e nel grande prato verde che circonda le mura stesse lasciamo  scorrazzare un po’ Lady.

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Rientriamo verso St Maries de la Mer e facciamo una tappa in uno dei mille maneggi per far fare una passeggiata a cavallo alla Stiazza mentre Lady e Stiazzo fanno la siesta!

Ci concediamo anche una passeggiata al centro ornitologico anche se a dire il vero non siamo troppo fatti per il birdwatching e ci mettiamo a fotografare fenicotteri con iphone a fianco di super teleobiettivi e fotografi appostati per ore!

Serata in paese con un vento decisamente forte, cena e nanna

Domenica  finalmente c’é il sole! Approfittiamo per affittare le biciclette e fuggiamo dal centro invaso da “motards” venuti per un raduno di Harley e dagli spettatori della Course Camarguese , e ci dirigiamo verso il faro.

Il percorso é a dir poco spettacolare, da una parte la spiaggia con la bassa marea che sembra infinita e dall’altra fenicotteri rosa e aironi in libertà. Non arriviamo fino al faro, purtroppo, in quanto Lady non può correre per 20km essendo ancora cucciola, per cui ci fermiamo sul percorso per mangiare e riposarci un po’, correre su e giù sulla spiaggia e poi ripartiamo!

 

DOG FRIENDLY:

ST Maries de la Mer é una città abbastanza  dog friendly, nei bar e locali si trovano ciotole d’acqua e sul lungomare c’é uno spazio riservato per la toilette 😉

Le spiagge in realtà non sono accessibili ai cani ma in realtà in bassa stagione e fuori dal centro non ci sono problemi.

E poi dopo tanto camminare e visitare… tante coccole dei nostri viaggiatori !!!

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E’ successo a dicembre…

Avevo iniziato un post il 4 gennaio, giorno di rentrée a scuola e di ritorno alla routine quotidiana, ma questo mese di gennaio si sta rivelando più  tosto del previsto, per non dire schifoso! Gli argomenti non mancano é il tempo ad essere tiranno e anche la mia concentrazione che viene meno, soprattutto la sera. Vorrei pero’ raccontarvi lo stesso un paio di esperienze fatte a dicembre.

Dicembre era cominciato con l’arrivo di Lady che ha “sconvolto”, in senso positivo, ma che comunque ha cambiato la nostra quotidianità e poi è volato fino alle vacanze di Natale.

Quest’anno finalmente son riuscita a fare un calendario dell’Avvento che mi ha soddisfatta fatto di piccoli regalini e momenti passati insieme.

Fatto a mano, proprio come piace a me!

il calendario dell’avvento versione 2015

 

 

 

Durante le vacanze di Natale in realtà io ho lavorato ma la Stiazza che era a casa con papà Malo è riuscita a vivere un po’ di più le manifestazioni organizzate nella zona.

Tra le altre cose la Stiazza ha partecipato ad un piccolo atelier sul vetro “soffiato”. Il paese dove viviamo è famoso per questa tradizione (trovate qui maggiori informazioni) e una delle vetrerie storiche ha aperto le sue porte facendo partecipare i bambini. Come?

I bambini potevano scegliere il colore del vetro che volevano a partire da pezzi di vetro esposti e poi seguivano passo a passo la realizzazione di una palla natalizia. Osservandola quando ero incandescente, soffiando e dandole forma insieme al vetraio.

Vi mostro il risultato del lavoro della Stiazza!

Io invece, mi sono concessa un atelier che aspettavo da tempo. In realtà era qualcosa che avrei sempre voluto fare e questa volta tramite amicizie in comune ho trovato una bravissima persona che mi ha aiutato a realizzare un centrotavola natalizio floreale.

Lei si chiama Mireille e di mestiere fa la fiorista (ma non solo ! é anche educatrice canina specializzata in agility) e ha pensato di organizzare degli atelier a tema per chi vuole “giocare” a creare con i fiori.

Mi era già capitato di creare delle composizioni floreali per me o per la mia famiglia, soprattutto da ragazza, ma l’avevo fatto sempre un po’, come dire,”ad occhio”. Mireille ci ha messo a disposizione oltre che un sacco di materiale anche un po’ della sua arte.

Siccome alcune persone che dovevano partecipare erano malate ci ha accolte a casa sua con un tavolo pieno zeppo di materiale, fiori, decorazioni, e un misto di profumo di fiori e tè caldo.

Si inizia! la spugna imbevuta d’acqua è fissata sul piatto del colore scelto (per me rosso) e poi tutto prende forma. Due candele, le rose, rametti di pino e bacche rosse…

Ci vuole un po’ di concentrazione e poi ci si lascia guidare dalla creatività.

Alla ricerca di simmetria e equilibrio

Riempimento ma allo stesso tempo leggerezza. Cura dei dettagli e armonia dei colori.

Alla fine delle due ore son contenta come una bambina e decisamente orgogliosa della mia creazione!

Xmas with the yours…

Gli Auguri quest’anno arrivano dall’ufficio! Lavorando con dei paesi che non festeggiano il Natale..mi ritrovo  a gestire un po’ di questioni anche oggi, alla vigilia. E siccome ho voglia di un po’ di atmosfera e allegria mi sono messa ad ascoltare qualche canzoncina …ed eccola quella che torna ogni volta!!! Per poi rendermi conto che data 1998!!!!!!! oddio son vecchia! Ma questa é un’altra storia…perché

come diceva mia mamma
Christmas with the yours
Easter what you want “
Tutta la famiglia sarà qui come gli altri anni e allora la cena della Vigilia sarà conviviale con menù a base di Pizza e un pranzo di Natale super tradizionale.

“Panettone is on the table and everybody’s drinking Moscato”

In realtà vi racconterò nel prossimo post due belle esperienze natalizie, una mia e una della Stiazza. Ma adesso AUGURIiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!

alzate il volume e cantate… Xmas with the yours …

 

 

Christmas with the yours  — Easter what you want
Dont’t throw atomic bombs becouse it’s Christmas time.

Dopo la pioggia…

Un sole caldo e brillante splende in cielo, sembra una di quelle belle giornate autunnali, dove il sole non scotta più ma riscalda dolcemente, giornate da passare in modo calmo, tranquillo, senza fretta, per assaporarne tutti gli istanti, come per immagazzinare caldo per l’inverno: ecco come doveva essere domenica. Una giornata bella, di sport, di “esempio”, una semi maratona per papà Malo, una giornata all’aria aperta per noi, pronti a sostenerlo, incitarlo e congratularci con lui. E invece… invece il sole splendeva ma la notte aveva portato un disastro, una pioggia incessante per due / tre ore consecutive di una violenza mai vista prima.

A casa nostra un po’ di lavoro, un garage allagato, alcuni ricordi da salutare per sempre ma nulla in confronto ad altre persone che invece hanno perso tutto.

Restiamo a casa domenica, lavoriamo in giardino, in garage , non abbiamo tv e la connessione va a rilento. Decine sono le chiamate, decine i messaggi,  whatsapp, facebook. Fa piacere sapere che qualcuno ti pensa altrove e si preoccupa per te. La Stiazza che ancora non realizza bene l’accaduto chiede “ma perché tutti ci chiamano, ci cercano?”  “Perché ci vogliono bene e si preoccupano per noi” ecco la risposta che la rincuora.

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Lunedì prendiamo contatto con la realtà più cruda e brutta, quella che ci mostra la città  in cui viviamo semidistrutta. Il fango ha invaso le strade, i campi da tennis, il campo da golf è diventato una palude. Gli aironi volano a filo dell’acqua. Le piante del vivaio a qualche km sono arrivate fin lì. Elicotteri in cielo, camion e draghe per le strade. Centinaia gli uomini che lavorano, forze dell’ordine, volontari venuti da vicino e da lontano.(le cifre della prefettura  giovedì, dicevano che nella regione più di 500 persone sono impegnate nei lavori, 1556 gli interventi finora effettuati e di cui ancora 400 in atto…)

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La Brague ora è di nuovo quel torrente innocuo che scorre per poi arrivare al mare. Il suo impeto sembra domato, la sua forza placata.

Eppure ha distrutto, ci sono famiglie che hanno perso tutto, case svuotate, ricordi persi, storie “dell’orrore” raccontate ma la vita va avanti, la normalità deve tornare, le scuole riaprono, le strade anche, e i volontari si fanno in quattro per aiutare.

A scuola i bambini hanno raccontato davanti ai compagni se avevano avuto problemi, cosa era successo per poterne discutere tutti insieme. In realtà la maggior parte dei bambini della scuola della Stiazza non abita nella zona più colpita per cui nessuno di loro ha perso la casa ma sicuramente hanno amici o parenti in quella situazione.

Sanno comunque che la loro scuola ha ospitato quelle persone che hanno perso la casa e che non possono andare in piscina perché il loro pulmann ha preso troppa acqua e non parte più; vedono i genitori darsi da fare e aiutare gli altri.

E poi?….. l’altro giorno su Facebook la pagina Biot News ha pubblicato questo e io son contenta di condividerlo:

“Vi chiedete come aiutarci?

Per aiutarci vi invitiamo a venire a Biot quando i media non ne parleranno più, quando gli artigiani, i commercianti, i professionisti riapriranno  e avranno bisogno della vostra presenza; il parrucchiere, il panettiere, il veterinario ecc.

Allora…  VENITE A BIOT!

Se abitate nei d’intorni venite al ristorante, dal fioraio, dal fisioterapista, venite  a comprare i vostri regali di Natale a Biot.
Se abitate lontano veniteci  durante le vacanze, venite a visitare le famose vetrerie che saranno ristrutturate, venite al museo Fernand Leger eccetera…

Vi aspettiamo!”

E vi lascio con una filastrocca di Gianni Rodari

Dopo la pioggia
Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno:

è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.

è bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede – questo è il male –
soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,
questa si che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

Rentrée !!

Ci siamo!! Settembre é arrivato e con lui la mitica Rentrée ! Ne avevo già parlato lo scorso anno, in Francia la rentrée é qualcosa di « sacro » ; io me la immagino come un mostro simpatico pieno pieno di quaderni, righelli, biro, colori, pennelli !

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immagine presa dal web (un po’ modificata)

Sarà che i giorni che precedono la Rentrée é tutto un fermento di genitori che liste alla mano prendono d’assalto i supermercati cercando le migliori offerte. Devo dire che in effetti son molto precisi e quest’anno anche noi avevamo una bella lista di roba da comprare e preparare, non libri perché quelli li presta la scuola ma un elenco di cartoleria che sinceramente non ricordavo ai miei tempi ! Ebbene si,  per la Stiazza é iniziato un nuovo ciclo il CP, ovvero la prima elementare.

Abbiamo preparato insieme tutto l’occorrente : 2 portapenne , uno lo terranno a scuola di « scorta » e uno da portare in cartella, lavagnetta con pennarello e doppio cancellino, biro blu, verdi e rosse e poi matite colorate, acquerelli e pennarelli. Su suggerimento di altre mamme ho una scorta di colle a casa che potrei incollare la qualunque. Vedremo se in effetti é come dicono che a Natale saran già finiti almeno 5 tubetti !

Una volta etichettato il tutto e preparato la cartella, eccolo che arriva il grande giorno !

La sera precedente prima di addormentarmi ho ripensato alla mia « rentrée », il mitico primo giorno di scuola, nitido nei miei ricordi come poco altro.

Avevo i capelli a caschetto e quella mattina indossavo una gonna con le scarpe di vernice nere e le calzine bianche, quelle con il risvoltino di pizzo, decisamente anni ‘80. Ho frequentato le scuole con mio cugino, mio coetaneo e instancabile compagno di giochi essendo entrambe figli unici. Quella mattina mia zia é passata a prenderci per poter andare insieme. Foto di rito nel giardino di casa con i nostri grembiuli blu stirati in maniera impeccabile e pronti da qualche giorno per essere indossati. Nel tragitto da casa a scuola io e lui eravamo seduti dietro ( non c’erano i seggiolini all’epoca) vicini vicini e lui con tono serio e deciso mi dice (sicuramente preso dal discorso preparatorio di mia zia!) « sai ora cambierà tutto, non potremo più giocare, dovremo fare i compiti e diventeremo grandi!»

Già…e così eccomi “diventata grande” ad accompagnare la mia bimba.

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Arrivati a scuola la Stiazza é entrata serena ma non senza  un pizzico d’emozione e con mille domande in testa su cosa sarebbe effettivamente cambiato.  Anche lo Stiazzo era con noi e l’ha supportata a modo suo!


Le scuole francesi non prevedono l’inserimento, alla materna  a volte é di un quarto d’ora (!) ma alle elementari in alcune scuole non esiste proprio,  per cui a partire dal primo giorno li si lascia al cancello e loro entrano da soli. Nella scuola della Stiazza per il primo giorno (ben specificato solo per il primo) ci hanno fatti entrare in classe. Son stata contenta di questa cosa perché in fondo passerà un sacco di tempo li dentro e avevo voglia di scoprirlo con lei.

L’aula é grande, loro sono 23, sulla lavagna una scritta “Bienvenue au CP” e sui banchi pronte e ordinate le cartelline e i quaderni con i loro nomi. Siccome sono andati in ordine alfabetico la Stiazza é in prima fila! Ma son sicura che sia contenta di questa cosa.

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La maestra si presenta e quest’anno di nuovo siamo alle prese con maestre che sono part time per cui lunedì – martedì una e giovedì – venerdì l’altra, il mercoledì si alternano. Dovrebbero seguire lo stesso programma e vedremo come andrà.

Mentre lei parla mi guardo intorno cercando di vedere tutti gli spazi dell’aula; quello che mi piace di più é l’angolo della lettura… un angolo con cuscinoni e tappeti e un po’ di libri a disposizione. Non mancano il pc e  lo stereo.

I banchi sono uniti per 3  e in fondo un grosso tavolone per i lavori manuali da fare in gruppo.

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Alla lavagna come al solito una parte é riservata alla “data” giorno, mese anno ecc e mi supisce (positivamente!) che per esempio le paroline per indicare il  meteo siano in inglese.

Prossimamente avremo la riunione con le maestre,  per ora quella che abbiamo incontrato ci piace. All’inizio della scuola lo scopo, dice lei, é quello di farli crescere e rendere autonomi e quindi sin dal primo giorno son responsabili della loro cartella,  del materiale e hanno dei piccoli compiti da fare a casa (leggere delle paroline ecc) cose semplici che possano insegnarli come funziona la scuola. Poi si imparerà a leggere, scrivere e quant’altro. La famiglia  in tutto ciò ha un ruolo importantissimo, affiancarli senza sostituirsi  a loro, responsabilizzarli  facendogli preparare il materiale  autonomamente e poi controllarlo insieme per esempio e così via.

La strada della scuola sarà lunga mia cara Stiazza, ma  noi ti sosterremo sempre! Buon inizio!

Weekend di fuoco

Questo post é in bozza da lunedì ma la settimana sta prendendo il sopravvento e siamo già a giovedì!!!!! (questo lo scrivevo ieri …eccoci a venerdì sigh!)

Questo è un periodo molto impegnativo dell’anno, finiscono le attività, sta per finire la scuola ed è tutto un’organizzazione di feste spettacoli, prove ed uscite. Lo scorso weekend ci ha visti protagonisti su diversi fronti e soprattutto non ci ha lasciato un attimo di respiro!

Venerdì pomeriggio ho preso ferie ed ho deciso di accompagnare la classe della Stiazza in un’uscita, la sera papà Malo suonava in un locale sulla spiaggia quindi volevamo sostenerlo e approfittarne  per goderci la serata. Sabato la Stiazza é stata  di nuovo impegnatissima tra una prova di canto, la festa di compleanno di una sua amica e lo spettacolo di ginnastica ritmica. Domenica era la festa della musica, papà Malo come ogni anno suonava e quindi abbiamo passato la serata con gli amici di nuovo sulla spiaggia a ritmo di musica. Ecco lunedì mattina mi son serviti almeno due litri di caffé!

Partendo da venerdì …

Son stata molto contenta di poter accompagnare la Stiazza e la sua classe  (e a più riprese mi son chiesta perché non ho mai intrapreso la strada del l’insegnamento o di un qualche mestiere dove si lavora con i bambini perché devo dire mi piace da sempre). Purtroppo lo scorso anno, in cui ero a casa dal lavoro, non potevo mai partecipare alle attività in modo attivo perché comunque c’era lo Stiazzo a cui badare; con la ripresa del lavoro tutto diventa ancora più difficile da incastrare. Impegni scolastici e lavorativi non sempre possono andare di pari passo; questo a volte mi fa star male so che lei mi vorrebbe più partecipe nelle uscite ed io stessa vorrei poter partecipare senza dover contare i gg di ferie, senza dover chiedere al mio capo mezza giornata anche se è fine trimestre e quindi un periodo delicato dell’anno, senza pensare di dover tenere i giorni in caso di malattia…

Son stata contenta di questa giornata e son proprio felice perché l’ho vista nel suo “ambiente ” ho visto con i miei occhi quello che spesso le maestre e assistenti mi dicevano ( e che le hanno scritto sulla “pagella” complimentandosi) ed io stentavo a credere in alcuni periodi visto che a casa non era così. Ho visto una bambina super sorridente, serena, con un bel gruppo di amiche e amici, curiosa come sempre e molto attenta. Quando arriva a casa a volte vuole starsene per conto suo, non racconta mai troppo della sua giornata e se lo fa non ci mette grande entusiasmo.. forse un po’ per stanchezza, un po’ perché lo da per scontato o nella sua testa é già passata ad altre cose.

Li ho accompagnati a vedere una fattoria “itinerante” e pedagogica. Ad una decina di minuti a piedi dalla scuola hanno portato degli animali della fattoria divisi in diversi recinti e due allevatori glieli hanno mostrati e poi hanno mostrato loro nel dettaglio le caprette;  prima “Capucine” di soli 3 mesi e poi la sua mamma. I bambini hanno potuto accarezzare gli animali e Capucine e poi hanno aiutato il fattore a mungere la mamma di Capucine. A turno tutti i bambini hanno munto la capra e così han fatto anche le mamme !! e poi via a fare il formaggio di capra … Venuto ottimo e assaggiato.

Sabato invece la protagonista é stata la Stiazza nel suo gala di Ginnastica Ritmica; quella che tutte noi bambine degli anni ’80/’90 abbiamo sognato e fatto nel salotto di casa nostra guardando il cartone animato Hilary !!!Ve lo ricordate?

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Ecco ovviamente le bimbe di 5 anni non fanno ancora tutte le evoluzioni di Hilary con la palla e i nastri ecc ma si sono impegnate per le loro coreografie e soprattutto si sono divertite!!

Le grandi si, sono un po’ come Hilary e per le piccole é un sogno vederle ballare; a fianco invece le ragazze e i ragazzi della ginnastica a corpo libero. Lo Stiazzo ha guardato tutto lo spettacolo (due ore e mezza.. diciamo che stava sfinendo un po’ tutti) e preso spunto, per questo da una settimana a questa parte compie evoluzioni varie sul letto compresi salti e atterraggi di faccia sul materasso.

Ma il weekend scorso é stato anche l’inizio dell’estate e se l’anno scorso l’avevamo festeggiato con un concerto di papà Malo e una visita alle grotte di St Cezaire quest’anno l’abbiamo fatto in spiaggia a Juan Les Pins con gli amici e una fotografa che ha fatto felici la Stiazza e la sua amica con un servizio da modelle!!!!!

Questo weekend si continua con kermesse, concerti ecc..  Show must go on!!

Clafoutis alle ciligie

Il ponte del 2 giugno per gli Italiani corrisponde ad una mini vacanza al mare e per noi espatriati che invece lavoriamo significa avere ospiti! Questo week-end abbiamo avuto qualche visita da parte della famiglia e di amici carissimi. Ma a casa l’inizio di giugno é diventato anche un appuntamento per la raccolta delle ciliegie!Abbiamo 3 piante in giardino che ci regalano dei fiori bianchi e profumati in primavera e ora un sacco di ciliegie.FullSizeRender

Il problema delle ciliegie é che maturano tutte insieme e non riusciamo mai a mangiarle tutte … siccome ci spiace buttarle un po’ vanno ad amici e vicini di casa ma sono sempre alla ricerca di qualche ricetta per poterle utilizzare al massimo. Lo scorso anno avevo provato una torta che però non mi aveva soddisfatta al 100% quest’anno l’ho riprovata facendo qualche cambiamento ed é venuta buonissima!

La torta é un « clafoutis alle ciliegie », sul web si trovano mille ricette, io vi metto la mia, con l’aiuto del bimby!

Ingredienti:

– ciliegie (non le ho pesate)

– 150 gr di zucchero

– 100 gr di farina

– 2 uova

– 500 ml di latte

– vaniglia del Madagascar

– un pizzico di sale

Denocciolate le ciliegie e tenetele da parte.

Nel frattempo mettete lo zucchero e la vaniglia nel boccale, 30sec. modalità Turbo. (Io ho avuto la fortuna di utilizzare della vaniglia che mi ha portato un conoscente dal Madagascar sennò va bene anche una busta di vanillina). Unite le uova e formate una crema 60sec. Vel. 4. Unite poi la farina, il latte e un pizzico di sale altri 60 sec. vel. 4. Si formerà una pastella abbastanza liquida. Nel frattempo imburrate molto bene una teglia/pirofila e mettete le ciliegie sul fondo. Sul web trovate chi le mette distanziate, chi ne mette una certa quantità ecc, io ho ricoperto il fondo.

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A questo punto versate la pastella e a gradimento aggiungete ancora delle ciliegie. Infornate in forno già caldo a 180°per ca 40 minuti.

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et voilà! ……. potete servirla tiepida o fredda.

Buon appetito!

S come sQuola…

Oggi abbiamo fatto l’iscrizione della Stiazza alla scuola elementare, la scuola “vera”!! Anche se qui la materna è comunque considerata una pre-scuola; io ho un ricordo dell’asilo come un luogo in cui si giocava principalmente, si disegnava, si cantava e poco altro. La Stiazza invece alla fine dell’anno sa scrivere  diverse cose in stampatello e corsivo, in quest’ultimo anno, nella classe dei “Grandi” hanno 3 quaderni: uno di scrittura e grafia, uno dei “suoni”/ di fonetica e uno con le schede fatte in classe.  Fanno quello che gli inglesi chiamano lo “show and tell” ovvero possono portare da casa  un oggetto e presentarlo davanti alla classe; a turno poi hanno presentato un libro preso dalla biblioteca e letto con i genitori a casa (con relativa scheda di lettura) … insomma secondo me hanno lavorato un sacco!

  
La Prima Elementare (CP come si chiama in Francia) però  è comunque un cambiamento e per me è un tuffo al cuore …

Ancora non mi sembra vero che abbia quasi sei anni.. A volte vorrei tornare indietro nel tempo, coccolarmela di nuovo bebè, farmi meno seghe mentali di quante me ne facevo quand’era piccola, passare più tempo con lei ecc. Tutto  questo non è possibile purtroppo e allora cerco di godermi il presente, mi emoziono a sentirla leggere le sue prime parole, a vederla esultare per il primo dentino perso, a vederla interessata su così tante cose, a saperla responsabile nei confronti del suo fratellino.

E poi … spero nel futuro.

Ho detto più volte che questo mondo mi fa paura, non voglio pensare in quale mani lasciamo i nostri figli. Allora ho smesso di fare pensieri sul futuro lontano e preferisco concentrarmi su quello prossimo. Il mondo scolastico entra a far parte della nostra vita a sei anni e poi ci accompagna per un bel po’ di tempo; quindi le auguro che questa nuova scuola le porti tante cose positive. Le auguro di rafforzare alcune  amicizie e magari di perdere quelle che valevano poco. Le auguro che abbia un insegnante capace di catturarle l’attenzione, di trasmetterle interesse e amore per la conoscenza. Perché il ruolo degli insegnanti secondo me é fondamentale, soprattutto da piccoli.

Se ripenso ai miei insegnanti mi rendo conto di come alcuni abbiano fatto parte della mia vita e abbiano lasciato un segno. Ma questo non solo a me! Ho scoperto in rete che si é da poco conclusa la “settimana degli insegnanti” con un’infinità di tweet con hashtag #ringraziaundocente.

Ed allora ecco i miei #ringraziamenti ma soprattutto i miei ricordi.

La maestra B. della terza elementare. Una donna alta , bruna di nome e di fatto, con uno sguardo magnetico, severa sì, ma in modo positivo. Il primo giorno un po’ mi spaventò con il suo fare e poi  giorno dopo giorno ci affezionammo tutti a lei tantissimo. Per me lei rimane La Maestra B. anche quando le commento le foto dei nipotini su Facebook!

Alle medie la prof d’italiano P. in tre anni mai assente un giorno, mai un raffreddore!! Ma io ero secchiona… e a me lei piaceva un sacco! Mi ha insegnato e dimostrato cosa significa essere una persona di cultura.

Al liceo, al contrario ho un pessimo ricordo di V. continuo a pensare a lui e ad odiarlo; tra le altre cose per un 5 che mise ad un mio tema. Il tema parlava di Europa e io appena rientrata dagli US  fantasticai di città come Milano con una vera e propria Chinatown e un melting pot di razze. Lui ci rise su e mi diede 5 ora io lo aspetto per fare un giro in via Sarpi a Milano!!!! E’ però  a causa sua o forse proprio GRAZIE a lui che ho cambiato scuola e mi sono diretta verso un liceo linguistico molto più adatto alla mia personalità. E qui ho avuto M.D. un super insegnante di italiano che ho apprezzato solo in seguito purtroppo, ma che ha un sacco di idee valide e innovative.

…Chissà come saranno gli insegnanti della Stiazza!