Ci risiamo…

Ci risiamo… puntuale come sempre, é arrivata la Rentrée.

Si ricomincia. Tutto ricomincia: scuola, attività, routine…

E’ tempo di nuovi propositi, di nuove attività, di previsioni per come dovrà finire l’anno.

E’ tempo di inizi  e  quest’anno per noi é un doppio inizio. La Stiazza in CE1 e lo Stiazzo fa la sua prima rentrée in materna. Qui l’inserimento non c’é, non esiste, quindi spero che vada bene da subito anche se so già di per certo che il primo mese potrà essere difficile per lui abituarsi alla routine e soprattutto separarsi dalla sorella. Nonostante siano in costante “conflitto” hanno in realtà passato insieme tutta l’estate, condividendo sempre più momenti.

E’ un anno particolare anche per tutto quel che é successo qui. L’allerta e la sicurezza sono sempre ai massimi livelli e negli ultimi giorni si sprecano le mail che si susseguono sulle norme da tenere. Nessun genitore può entrare nella scuola; i bambini non possono essere accompagnati in aula, fatta eccezione per i piccoli e solo per il primo giorno.

Questo clima in certi momenti pesante va ad addizionarsi un po’ alla solita preoccupazione che c’é ; ma l’emozione é tanta che i bambini non credo si soffermino sulle regole.

La Stiazza non vede l’ora di cominciare anche se é stata separata dalle amichette del cuore. Ogni anno qui si cambia tutto: classi e insegnanti. E quest’anno ad attenderla una classe mista ovvero con compagni un anno più grandi. Vi racconterò come andrà. Sembra sia un uso molto comune qui in Francia e sia anche molto utile in entrambe i sensi, sia per far crescere i piccoli che per responsabilizzare i grandi.

Per me la rentrée sarà la continuazione di un lavoro che mi impegna decisamente tanto ma che per ora mi piace; sarà forse un rientro a tempo pieno  ma sarà anche la ripresa delle mie attività che per troppo tempo ho lasciato da parte proprio per il lavoro.

L’iscrizione a Zumba e pilates é stata fatta e voglio impegnarmi a non mancare. Il blog va rispolverato e siccome mi spiace abbandonarlo proverò a dedicargli un po’ di spazio in più.

Gli zainetti sono pronti, noi più o meno! Domattina si ricomincia!

Quest’anno voglio augurare e “augurarci” Buona Ripresa!

 

 

 

London calling

Siamo sul volo di ritorno da Londra dopo un bel weekend passato con gli amici. Un weekend in cui abbiamo fatto poco i turisti se non un giretto in centro per mostrare ai bambini i grandi classici. Il Big Ben e Buckingham Palace dove per Alessio c’era la gara conclusiva di Cars 2 e su Westmister arrivava volando Mary Poppins, un giro per Trafalgar e Piccadilly e una tappa da Hamleys per avere il  famoso teddy bear. La bear factory è una macchina di marketing strepitosa! Tu puoi creare il tuo proprio orsacchiotto, scegliendo il corpo, la densità dell’imbottitura, e volendo anche registrando un messaggio con la propria voce,  si sceglie poi il  suo cuore in mezzo ad mille cuoricini di stoffa, si esprime un desiderio e si inserisce;  la ragazza lo cuce davanti ai tuoi occhi e poi è pronto per essere vestito. Non vi dico però il prezzo perché rovinerebbe tutta la poesia ! La Stiazza ha avuto il suo Tom ( ah sì perché si sceglie il nome e si ha anche un certificato di nascita) anche perché io l’avevo fatto 15 anni fa nel mio viaggio estivo in UK e dopo 15 anni é ancora nella mia stanza a casa dei miei genitori. Una merenda a Covent garden tra uno spettacolo e l’altro di artisti di strada e poi di ritorno al nostro hotel per cenare con gli amici.


La nostra Londra è stata comunque speciale, niente musei o attrazioni ma un matrimonio di amici e una giornata passata con altri carissimi amici nel parco di Richmond, dove tra l’altro abbiamo avuto modo di vedere da vicino i cervi e poi gustarci un italianissimo gelato (da Danieli).


Unico neo è stato il volo di ritorno annullato per cui una notte di hotel in più e un giorno di ferie perso.  In questi giorni ho riflettuto un po’ su questa città che offre tanto e  soprattutto va veloce, a Londra si ha veramente l’impressione di essere sempre in movimento. Le persone si muovono frenetiche tra tube, bus e turisti. Una città caotica e cosmopolita che cambia  anche se allo stesso tempo ha ben salde le sue tradizioni soprattutto verso la corona inglese. Devo ammetterlo non ne sono più abituata a questa velocità, alla frenesia e soprattutto non sono più abituata all’essere legata ai mezzi pubblici! Io che dove vivo mi muovo praticamente solo in macchina perché con i mezzi sarebbe impossibile. Io che sono abituata a tornare a casa in 10 minuti dopo il lavoro o in pausa pranzo  e avere comunque una casa abbastanza grande a prezzi abbordabili. Non so se  sarei pronta a rinunciare alla mia comodità anche se in effetti questa sensazione di movimento ammetto che attiri.

Si sa da Londra spesso partono mode, stili e forse proprio questo resta interessante, riuscire a carpire questo flusso e riportarlo anche altrove. Durante il volo ho letto un articolo su ES magazine sul modo di lavorare londinese (metto il link qui per chi volesse leggere) e in questo periodo in cui io mi sto buttando nel lavoro mi interessano molto questo tipo di articoli.A Londra ci sono sempre più freelance e il concetto di ufficio è sempre meno presente. Nella zona centrale molti uffici sono ritornati ad essere appartamenti e sempre più di moda sono gli uffici in cui si fa coworking, bar e locali si attrezzano per accogliere freelancer con i loro computer portatili. Il concetto di orario di lavoro 9-17 anche sta cambiando, la vita privata e lavorativa spesso si fondono e oggi  avere la possibilità di organizzare il proprio tempo è un vero lusso. Io non sono freelance ma credo che la tendenza sia quella.

Rientro con un giorno di ritardo carica per questo break di 4 giorni, con il cuore pieno  del calore degli abbracci degli amici, quelli che rivedi dopo uno o più anni e con i quali parli come se ti fossi visto la settimana scorsa; carica di quella piccola frenesia che l’atmosfera di Londra ti regala.

 

E’ successo a dicembre…

Avevo iniziato un post il 4 gennaio, giorno di rentrée a scuola e di ritorno alla routine quotidiana, ma questo mese di gennaio si sta rivelando più  tosto del previsto, per non dire schifoso! Gli argomenti non mancano é il tempo ad essere tiranno e anche la mia concentrazione che viene meno, soprattutto la sera. Vorrei pero’ raccontarvi lo stesso un paio di esperienze fatte a dicembre.

Dicembre era cominciato con l’arrivo di Lady che ha “sconvolto”, in senso positivo, ma che comunque ha cambiato la nostra quotidianità e poi è volato fino alle vacanze di Natale.

Quest’anno finalmente son riuscita a fare un calendario dell’Avvento che mi ha soddisfatta fatto di piccoli regalini e momenti passati insieme.

Fatto a mano, proprio come piace a me!

il calendario dell’avvento versione 2015

 

 

 

Durante le vacanze di Natale in realtà io ho lavorato ma la Stiazza che era a casa con papà Malo è riuscita a vivere un po’ di più le manifestazioni organizzate nella zona.

Tra le altre cose la Stiazza ha partecipato ad un piccolo atelier sul vetro “soffiato”. Il paese dove viviamo è famoso per questa tradizione (trovate qui maggiori informazioni) e una delle vetrerie storiche ha aperto le sue porte facendo partecipare i bambini. Come?

I bambini potevano scegliere il colore del vetro che volevano a partire da pezzi di vetro esposti e poi seguivano passo a passo la realizzazione di una palla natalizia. Osservandola quando ero incandescente, soffiando e dandole forma insieme al vetraio.

Vi mostro il risultato del lavoro della Stiazza!

Io invece, mi sono concessa un atelier che aspettavo da tempo. In realtà era qualcosa che avrei sempre voluto fare e questa volta tramite amicizie in comune ho trovato una bravissima persona che mi ha aiutato a realizzare un centrotavola natalizio floreale.

Lei si chiama Mireille e di mestiere fa la fiorista (ma non solo ! é anche educatrice canina specializzata in agility) e ha pensato di organizzare degli atelier a tema per chi vuole “giocare” a creare con i fiori.

Mi era già capitato di creare delle composizioni floreali per me o per la mia famiglia, soprattutto da ragazza, ma l’avevo fatto sempre un po’, come dire,”ad occhio”. Mireille ci ha messo a disposizione oltre che un sacco di materiale anche un po’ della sua arte.

Siccome alcune persone che dovevano partecipare erano malate ci ha accolte a casa sua con un tavolo pieno zeppo di materiale, fiori, decorazioni, e un misto di profumo di fiori e tè caldo.

Si inizia! la spugna imbevuta d’acqua è fissata sul piatto del colore scelto (per me rosso) e poi tutto prende forma. Due candele, le rose, rametti di pino e bacche rosse…

Ci vuole un po’ di concentrazione e poi ci si lascia guidare dalla creatività.

Alla ricerca di simmetria e equilibrio

Riempimento ma allo stesso tempo leggerezza. Cura dei dettagli e armonia dei colori.

Alla fine delle due ore son contenta come una bambina e decisamente orgogliosa della mia creazione!

Vi presento: LADY Bovary

E’ sabato mattina ma la sveglia é puntata alla solita ora. Ci aspetta un piccolo viaggio nel quale incontreremo qualcuno di speciale, di molto speciale.

Stiamo infatti per trovare un nuovo amico anzi una nuova amica che starà con noi per un po’ di tempo.

Inizia infatti per noi una nuova avventura…

Eravamo in 4 e ora, tanto per complicarci un po’ la vita saremo in 5 ! Si, avete capito bene in 5, ma… una ha 4 zampe!

Lei sarà il  primo animale domestico tutto nostro, io avevo un cane quando ero piccina e poi qualche gatto e il Malo ha avuto un gatto. E’ stata una scelta che abbiamo fatto tutti insieme, una scelta importante e impegnativa ma che ci rende felici. Spesso quando dico di aver preso un cane le persone commentano dicendo “hai ceduto ai capricci dei bimbi?” oppure “chi te l’ha chiesto? La grande o é per accontentare il piccolo?” No! Trovo questi commenti piuttosto fastidiosi e tengo a precisare che la decisione é venuta da noi adulti, una decisione importante, discussa in precedenza in quanto un cane impegna molto, sappiamo già che il nostro stile di vita potrebbe cambiare ma ne siamo consapevoli e non é stato per nulla un capriccio dei bambini. Ed é anche per questo che non vogliamo sia considerato un regalo di Natale, perché é molto di più!

Ma adesso basta critiche e vi racconto com’é andata!

L’incontro é stato emozionante. Quando la ragazza ha aperto la porticina ai cuccioli, 4 batuffoli di pelo ci sono corsi incontro. La Stiazza subito si é entusiasmata mentre lo Stiazzo, che di solito é più propenso a correre incontro ai cani, anche sconosciuti, é rimasto un po’ sulle sue, complice un po’ di stanchezza dovuta al viaggio.

La nostra cagnolina l’avevamo vista in foto e subito l’abbiamo riconosciuta dal musetto. Ci siamo in realtà innamorati di tutti i cuccioli ma lei é stata comunque la nostra prescelta.

Abbiamo conosciuto tutti i cuccioli e poi i loro genitori e gli altri cani della coppia. Infatti loro hanno 4 Bovari del Bernese che sono carinissimi, super affettuosi e paciocconi nonostante la loro mole imponente.

Ve la presento !


Si chiama « Lady Bovary » ed é una cucciola di Bovaro del Bernese. Per ora una piccola palla di pelo che diventerà presto una taglia grande.

 

E’ stato bello vedere le reazioni dei bambini, per l’ingresso di questo cucciolo in famiglia. La Stiazza che prima si ne era felice ma non mostrava un entusiasmo “folle” ora é letteralmente innamorata di Lady e diciamo che é decisamente corrisposta! La sera in cui siamo arrivati a casa la vedo togliersi gli occhiali e le chiedo se fosse successo qualcosa visto che stava coccolando la cucciola, mi guarda e mi dice: “non so perché, ma sono così felice che mi sono venute le lacrime agli occhi!” (lo sapete vero che a questa frase gli occhi lucidi son venuti anche a me,ovviamente!). Lo Stiazzo che invece aspettava con ansia il “babau” ha tirato fuori una gelosia da duenne! Se sto coccolando Lady lui viene e le dice che io sono la Sua mamma che lei potrebbe andare nella sua cuccia non in braccio a me!!!


 Essendo la prima cagnolina abbiamo cercato di crearle un ambiente accogliente e (come per il primo figlio!!) scopriamo un sacco di cose nuove sul campo. Siccome diventerà un cane “importante”  e visto che i bambini sono ancora piccoli abbiamo deciso di affidarci ad un’educatrice canina per educarla e darle buone abitudini. Con lei si crea una nuova routine, per ora mangia ancora 3 volte al giorno, va portata fuori regolarmente e così via.

Presto vi aggiornerò sulla sua crescita e sui cambiamenti, per ora: Benvenuta Lady!

 

 

 

 

Diario del nostro viaggio in Sicilia — 2a parte

Volete sapere com’è proseguito il nostro tour in Sicilia? Ecco qua, in ritardo come al solito, la seconda parte!

La Sicilia bisogna viverla dicevo nel mio precedente post  e quindi non si può non iniziare la giornata da veri siciliani, ovvero con una granita! Mandorla, mandorla tostata, pistacchio, gelsi ad ognuno il proprio gusto e ovviamente va accompagnata con una bella brioche… ecco poi al rientro ci si chiede il perché di quei kg in più!!

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Giorno 5  Dopo una bella granita, ci concediamo una giornata di relax in spiaggia; e che spiaggia! Quella di  San Lorenzo vicino alla riserva di Vendicari. Il mare trasparente è invitante ma l’acqua gelata e nonostante ciò la Stiazza si fa un bagnetto. Dopo la giornata sotto l’ombrellone passiamo da Marzamemi, un luogo incantevole anche se non la vediamo nelle ore del tramonto quando probabilmente sfoggia l’atmosfera migliore. La piazza non é troppo affollata quindi girovaghiamo per le strade e lo Stiazzo ne approfitta per giocare a palla nella piazzetta e alla fine come al solito finisce a granita e panna… Ottima, neanche da mettere in dubbio!

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Facciamo acquisti, ovviamente gastronomici, e poi ripartiamo,  ma anziché tornare a Pozzallo  facciamo una deviazione per la serata a Noto. Arriviamo a Noto nell’ora del tramonto e i suoi palazzi barocchi assumono un colore particolare per non parlare dell’ora blu…(quell’ora in cui il cielo diventa di un blu intenso, tanto amato dai fotografi)

Cena in una pizzeria molto particolare nel centro storico di Noto e poi tutti a casa perché il giorno successivo ci aspetta una lunga giornata!

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Giorno 6

Dopo la solita colazione con cornetto e granita, facciamo un salto in pescheria per assicurarci la cena e poi via verso il Castello di Donnafugata.

Arriviamo con mille scolaresche che lasciamo passare per poi goderci la visita con  un po’ di calma.

Il Castello di Donnafugata, che poi in realtà é più una dimora che non un castello, è tenuto molto bene e relativamente recente per cui alla Stiazza é piaciuto un sacco immaginare la vita in questo palazzo passeggiando prima tra le stanze e poi successivamente in giardino.

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Terminata la visita pranziamo e poi via verso Ragusa ibla in un orario ancora troppo caldo per cui tappa ai giardini Iblei e poi una bella granita.
Salita al duomo di San Giorgio e passeggiata in tutta la zona storica

Cena a casa … meglio del ristorante : Gnocchi con sugo di melanzane pesce spada e menta e grigliata di pesce.

Giorno 7

La mattina successiva, quella di venerdì solita colazione con granita  e poi fatte le valigie decidiamo di goderci di nuovo la spiaggia di San Lorenzo. Giornata di puro relax al sole (forse fin troppo sole!) e di spostamento infatti ci dirigiamo verso Siracusa dove pernottiamo in un b&b del centro.

Cena e passeggiata ad Ortigia ma alle 21,30 lo Stiazzo crolla sul tavolo del ristorante e la Stiazza lo segue a ruota.

Siracusa offre un sacco di cose da vedere e non si sa se riusciremo a fare tutto, vedremo domattina.

Giorno 8

Il sole è caldo e con 30 gradi facciamo un giro in barca per circumnavigare l’isola di Ortigia e vedere le grotte

Finito il giro pranziamo nella zona pedonale e andiamo in giro per Ortigia. Camminiamo come spesso facciamo noi, senza un vero e proprio itinerario, perdendoci in viuzze laterali e cercando di assaporare l’atmosfera di un luogo come se non fossimo turisti.

Restiamo incantati nella piazza davanti alla cattedrale che visitiamo insieme a Santa Lucia.IMG_4569IMG_4568
Raggiungiamo la punta di Ortigia ma il castello è chiuso e cosi riprendiamo il cammino per poi fermarci in una spiaggetta di sassi dove godere del panorama e fare una siesta.

Ripartiamo nell’esplorazione  cercando il museo dei Pupi e caso vuole  arriviamo in tempo per lo spettacolo.

Il teatro é piccolino, molto ben tenuto  e noi prendiamo gli ultimi posti disponibili. Lo spettacolo inizia e lo Stiazzo si emoziona come non mai. Gli attori bravissimi, e le scene spettacolari, così come i costumi dei Pupi. Assistiamo ad un pezzo dell’Orlando Innamorato  e alla fine di una battaglia lo Stiazzo applaude e dice “Ancora, ancora”. Oggi a mesi di distanza da questo viaggio lo Stiazzo ricorda i pupi soprattutto quelli che si davano un sacco di botte!!!

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Per chi fosse interessato ecco il sito: http://www.teatrodeipupisiracusa.it/homepage/

Giorno 9

Sveglia presto, colazione e poi via al Teatro greco  e Orecchio di Dioniso.

Dopo pranzo partenza verso Catania per poi tagliare nel centro e arrivare a Mondello. L’autostrada é interrotta ad un certo punto pertanto abbiamo fatto un lungo giro in statale che ci ha fatto perdere un po’ di tempo ma ci ha anche regalato degli splendidi paesaggi.

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Arriviamo in una  Mondello sovraffollata, a prima vista la Rimini siciliana,  nel pomeriggio e per fortuna troviamo velocemente una stanza. La sera si svuota un po’, così ceniamo e poi giostre e dolce in pasticceria

Giorno 10

Ultimo giorno di vacanza purtroppo 😦 e onomastico di papà Malo.
Stiamo in spiaggia al mattino e facciamo anche un bel bagno visto che l’acqua è abbastanza calda.
La vista bella, il mare trasparente, unico neo la spiaggia sporca
Se c’è una cosa che mi fa imbestialire è questa… l’inciviltà delle persone.

Mangiamo “da Calogero” trattoria sul lungo mare, la cui specialità è il polpo.
Ad ogni ora si può mangiare polpo per soli 6 euro! E lo Stiazzo l’adora!
Pranziamo a base di pesce e ci rimettiamo in viaggio; l’aereo per Torino è la mattina dopo e quindi ci avviciniamo a Trapani.

Ci fermiamo a Marausa Lido vicino a Trapani.

Marausa lido è deserta, la spiaggia non è ancora stata pulita, lasciamo le valigie e andiamo verso Trapani. In realtà facciamo una deviazione per le saline di Nubia e scopriamo un posto pazzesco.

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Visitiamo le saline al tramonto, prima passeggiando e cercando dì scoprirle un po’ e poi facendo una visita guidata al museo. La ragazza che fa da guida al museo è molto brava sa coinvolgere la Stiazza nel modo giusto, la spiegazione è accattivante e divertente. Il sole scende sulle saline e noi ceniamo a Trapani godendoci il tramonto e scrutando l’orizzonte abbiamo già voglia di organizzare la prossima vacanza in questa fantastica terra.

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Un posto ci sarà
fatto di lava e sale
dove la gente sa che è ora di cambiare […]

Che un posto ci sarà
dove si pesca ancora
e il mare porterà
una storia nuova […]

(cliccate sulla foto a destra… e godetevi Pino Daniele che canta la Sicilia)

Rentrée !!

Ci siamo!! Settembre é arrivato e con lui la mitica Rentrée ! Ne avevo già parlato lo scorso anno, in Francia la rentrée é qualcosa di « sacro » ; io me la immagino come un mostro simpatico pieno pieno di quaderni, righelli, biro, colori, pennelli !

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immagine presa dal web (un po’ modificata)

Sarà che i giorni che precedono la Rentrée é tutto un fermento di genitori che liste alla mano prendono d’assalto i supermercati cercando le migliori offerte. Devo dire che in effetti son molto precisi e quest’anno anche noi avevamo una bella lista di roba da comprare e preparare, non libri perché quelli li presta la scuola ma un elenco di cartoleria che sinceramente non ricordavo ai miei tempi ! Ebbene si,  per la Stiazza é iniziato un nuovo ciclo il CP, ovvero la prima elementare.

Abbiamo preparato insieme tutto l’occorrente : 2 portapenne , uno lo terranno a scuola di « scorta » e uno da portare in cartella, lavagnetta con pennarello e doppio cancellino, biro blu, verdi e rosse e poi matite colorate, acquerelli e pennarelli. Su suggerimento di altre mamme ho una scorta di colle a casa che potrei incollare la qualunque. Vedremo se in effetti é come dicono che a Natale saran già finiti almeno 5 tubetti !

Una volta etichettato il tutto e preparato la cartella, eccolo che arriva il grande giorno !

La sera precedente prima di addormentarmi ho ripensato alla mia « rentrée », il mitico primo giorno di scuola, nitido nei miei ricordi come poco altro.

Avevo i capelli a caschetto e quella mattina indossavo una gonna con le scarpe di vernice nere e le calzine bianche, quelle con il risvoltino di pizzo, decisamente anni ‘80. Ho frequentato le scuole con mio cugino, mio coetaneo e instancabile compagno di giochi essendo entrambe figli unici. Quella mattina mia zia é passata a prenderci per poter andare insieme. Foto di rito nel giardino di casa con i nostri grembiuli blu stirati in maniera impeccabile e pronti da qualche giorno per essere indossati. Nel tragitto da casa a scuola io e lui eravamo seduti dietro ( non c’erano i seggiolini all’epoca) vicini vicini e lui con tono serio e deciso mi dice (sicuramente preso dal discorso preparatorio di mia zia!) « sai ora cambierà tutto, non potremo più giocare, dovremo fare i compiti e diventeremo grandi!»

Già…e così eccomi “diventata grande” ad accompagnare la mia bimba.

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Arrivati a scuola la Stiazza é entrata serena ma non senza  un pizzico d’emozione e con mille domande in testa su cosa sarebbe effettivamente cambiato.  Anche lo Stiazzo era con noi e l’ha supportata a modo suo!


Le scuole francesi non prevedono l’inserimento, alla materna  a volte é di un quarto d’ora (!) ma alle elementari in alcune scuole non esiste proprio,  per cui a partire dal primo giorno li si lascia al cancello e loro entrano da soli. Nella scuola della Stiazza per il primo giorno (ben specificato solo per il primo) ci hanno fatti entrare in classe. Son stata contenta di questa cosa perché in fondo passerà un sacco di tempo li dentro e avevo voglia di scoprirlo con lei.

L’aula é grande, loro sono 23, sulla lavagna una scritta “Bienvenue au CP” e sui banchi pronte e ordinate le cartelline e i quaderni con i loro nomi. Siccome sono andati in ordine alfabetico la Stiazza é in prima fila! Ma son sicura che sia contenta di questa cosa.

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La maestra si presenta e quest’anno di nuovo siamo alle prese con maestre che sono part time per cui lunedì – martedì una e giovedì – venerdì l’altra, il mercoledì si alternano. Dovrebbero seguire lo stesso programma e vedremo come andrà.

Mentre lei parla mi guardo intorno cercando di vedere tutti gli spazi dell’aula; quello che mi piace di più é l’angolo della lettura… un angolo con cuscinoni e tappeti e un po’ di libri a disposizione. Non mancano il pc e  lo stereo.

I banchi sono uniti per 3  e in fondo un grosso tavolone per i lavori manuali da fare in gruppo.

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Alla lavagna come al solito una parte é riservata alla “data” giorno, mese anno ecc e mi supisce (positivamente!) che per esempio le paroline per indicare il  meteo siano in inglese.

Prossimamente avremo la riunione con le maestre,  per ora quella che abbiamo incontrato ci piace. All’inizio della scuola lo scopo, dice lei, é quello di farli crescere e rendere autonomi e quindi sin dal primo giorno son responsabili della loro cartella,  del materiale e hanno dei piccoli compiti da fare a casa (leggere delle paroline ecc) cose semplici che possano insegnarli come funziona la scuola. Poi si imparerà a leggere, scrivere e quant’altro. La famiglia  in tutto ciò ha un ruolo importantissimo, affiancarli senza sostituirsi  a loro, responsabilizzarli  facendogli preparare il materiale  autonomamente e poi controllarlo insieme per esempio e così via.

La strada della scuola sarà lunga mia cara Stiazza, ma  noi ti sosterremo sempre! Buon inizio!

Paese mio che stai sulla collina…

Questo post é un po’ incasinato, come la mia testa! Spesso i pensieri scorrono nella mia mente come se li leggessi e quello che faccio é metterli per iscritto; altre volte, come questa, ho un sacco di pensieri e non riesco ad impostare un buon filo logico ma ci provo lo stesso.

Sono nata, vissuta e cresciuta fino alla maggiore età, in un paesino di circa 900 anime. Da bambina era il mio mondo anche se mio papà aveva lavorato per un periodo in un’altra regione la decisione di voler tornare a vivere lì l’avevo ben condivisa con mia mamma,  percepivo che lei  aveva le sue certezze (la famiglia) e di conseguenza anche io.

Da ragazzina mi piaceva perché nonostante andassi a scuola in città la vita di paese mi dava un sacco di cose e soprattutto libertà.

All’università e dopo con il lavoro ha iniziato ad andarmi stretta. Ho lasciato il mio paese per andare a viver in città o forse meglio per allontanarmi da una situazione che volevo cambiare ma non riuscivo. Il fatto di allontanarmi nella mia testa era un modo per riuscire a cambiare qualcosa da lì ci son stati eccome i cambiamenti, fino a quelli che mi han portata in Francia.

L’altra sera la mia bimba rientrando a casa ha pianto perché quella vita di paese  le é piaciuta! Mi ha fatto un sacco tenerezza perché io l’ho vissuta e non avevo mai pensato che in effetti certe cose possano anche un po’ “mancare”. Sono cose semplici e banali. Come per esempio poter chiamare l’amichetto vicino di casa appena finito di mangiare o con un fischio fargli capire di aver  finito di mangiare che si può uscire in giardino e giocare giocare giocare. E mentre giochi con l’amico avere un sacco di visite inaspettate. Alcuni zii che passano di lì e vengono a salutarti e poi magari improvvisi anche una cena. Vedere il cuginetto che fa prima media avere la “libertà” di andare al parco a piedi e da solo per poi trovare i suoi amici, che tutti quanti si ritrovano nello stesso campetto.

L’estate era così per noi in effetti. Ci si ritrovava al campetto o in una borgata e si stava insieme, in gruppo. Spesso, anzi quasi sempre, fuori casa, andando in bicicletta. Ci si passava a chiamare ora si mandano i messaggi! ma il fine rimane lo stesso. Ed era così che il minimo evento in paese si trasformava in una festa. Perché alla fine tanto ci si ritrovava lì! E la Stiazza si é stupita in effetti la sera in cui siamo andati a vedere un mini concerto, di ritrovare un sacco di gente che conosceva senza che fosse “organizzato” e mi ha chiesto :” siamo stati invitati a questa festa?” No! Non c’é bisogno di invito!!!

Ecco quello che ogni volta mi fa effetto é che la vita di paese é sempre la stessa. Anno dopo anno, mese dopo mese, evento dopo evento. Cambia qualcosa ma poco; trovo le persone invecchiate, vedo i bimbi cresciuti, altri appena arrivati … ma il modo di vivere no! Quello é sempre uguale.

Non credo sarei più in grado di vivere quella vita però la porto nel cuore e sento che fa parte di me, con la mia infanzia, i ricordi della spensieratezza,

il cielo blu sopra le montagne, il profumo della montagna, i suoi sapori e poi ci sono le amicizie… che rivedo una volta l’anno, ma é come se ci fossimo visti la settimana prima.

 

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Weekend di fuoco

Questo post é in bozza da lunedì ma la settimana sta prendendo il sopravvento e siamo già a giovedì!!!!! (questo lo scrivevo ieri …eccoci a venerdì sigh!)

Questo è un periodo molto impegnativo dell’anno, finiscono le attività, sta per finire la scuola ed è tutto un’organizzazione di feste spettacoli, prove ed uscite. Lo scorso weekend ci ha visti protagonisti su diversi fronti e soprattutto non ci ha lasciato un attimo di respiro!

Venerdì pomeriggio ho preso ferie ed ho deciso di accompagnare la classe della Stiazza in un’uscita, la sera papà Malo suonava in un locale sulla spiaggia quindi volevamo sostenerlo e approfittarne  per goderci la serata. Sabato la Stiazza é stata  di nuovo impegnatissima tra una prova di canto, la festa di compleanno di una sua amica e lo spettacolo di ginnastica ritmica. Domenica era la festa della musica, papà Malo come ogni anno suonava e quindi abbiamo passato la serata con gli amici di nuovo sulla spiaggia a ritmo di musica. Ecco lunedì mattina mi son serviti almeno due litri di caffé!

Partendo da venerdì …

Son stata molto contenta di poter accompagnare la Stiazza e la sua classe  (e a più riprese mi son chiesta perché non ho mai intrapreso la strada del l’insegnamento o di un qualche mestiere dove si lavora con i bambini perché devo dire mi piace da sempre). Purtroppo lo scorso anno, in cui ero a casa dal lavoro, non potevo mai partecipare alle attività in modo attivo perché comunque c’era lo Stiazzo a cui badare; con la ripresa del lavoro tutto diventa ancora più difficile da incastrare. Impegni scolastici e lavorativi non sempre possono andare di pari passo; questo a volte mi fa star male so che lei mi vorrebbe più partecipe nelle uscite ed io stessa vorrei poter partecipare senza dover contare i gg di ferie, senza dover chiedere al mio capo mezza giornata anche se è fine trimestre e quindi un periodo delicato dell’anno, senza pensare di dover tenere i giorni in caso di malattia…

Son stata contenta di questa giornata e son proprio felice perché l’ho vista nel suo “ambiente ” ho visto con i miei occhi quello che spesso le maestre e assistenti mi dicevano ( e che le hanno scritto sulla “pagella” complimentandosi) ed io stentavo a credere in alcuni periodi visto che a casa non era così. Ho visto una bambina super sorridente, serena, con un bel gruppo di amiche e amici, curiosa come sempre e molto attenta. Quando arriva a casa a volte vuole starsene per conto suo, non racconta mai troppo della sua giornata e se lo fa non ci mette grande entusiasmo.. forse un po’ per stanchezza, un po’ perché lo da per scontato o nella sua testa é già passata ad altre cose.

Li ho accompagnati a vedere una fattoria “itinerante” e pedagogica. Ad una decina di minuti a piedi dalla scuola hanno portato degli animali della fattoria divisi in diversi recinti e due allevatori glieli hanno mostrati e poi hanno mostrato loro nel dettaglio le caprette;  prima “Capucine” di soli 3 mesi e poi la sua mamma. I bambini hanno potuto accarezzare gli animali e Capucine e poi hanno aiutato il fattore a mungere la mamma di Capucine. A turno tutti i bambini hanno munto la capra e così han fatto anche le mamme !! e poi via a fare il formaggio di capra … Venuto ottimo e assaggiato.

Sabato invece la protagonista é stata la Stiazza nel suo gala di Ginnastica Ritmica; quella che tutte noi bambine degli anni ’80/’90 abbiamo sognato e fatto nel salotto di casa nostra guardando il cartone animato Hilary !!!Ve lo ricordate?

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Ecco ovviamente le bimbe di 5 anni non fanno ancora tutte le evoluzioni di Hilary con la palla e i nastri ecc ma si sono impegnate per le loro coreografie e soprattutto si sono divertite!!

Le grandi si, sono un po’ come Hilary e per le piccole é un sogno vederle ballare; a fianco invece le ragazze e i ragazzi della ginnastica a corpo libero. Lo Stiazzo ha guardato tutto lo spettacolo (due ore e mezza.. diciamo che stava sfinendo un po’ tutti) e preso spunto, per questo da una settimana a questa parte compie evoluzioni varie sul letto compresi salti e atterraggi di faccia sul materasso.

Ma il weekend scorso é stato anche l’inizio dell’estate e se l’anno scorso l’avevamo festeggiato con un concerto di papà Malo e una visita alle grotte di St Cezaire quest’anno l’abbiamo fatto in spiaggia a Juan Les Pins con gli amici e una fotografa che ha fatto felici la Stiazza e la sua amica con un servizio da modelle!!!!!

Questo weekend si continua con kermesse, concerti ecc..  Show must go on!!

Clafoutis alle ciligie

Il ponte del 2 giugno per gli Italiani corrisponde ad una mini vacanza al mare e per noi espatriati che invece lavoriamo significa avere ospiti! Questo week-end abbiamo avuto qualche visita da parte della famiglia e di amici carissimi. Ma a casa l’inizio di giugno é diventato anche un appuntamento per la raccolta delle ciliegie!Abbiamo 3 piante in giardino che ci regalano dei fiori bianchi e profumati in primavera e ora un sacco di ciliegie.FullSizeRender

Il problema delle ciliegie é che maturano tutte insieme e non riusciamo mai a mangiarle tutte … siccome ci spiace buttarle un po’ vanno ad amici e vicini di casa ma sono sempre alla ricerca di qualche ricetta per poterle utilizzare al massimo. Lo scorso anno avevo provato una torta che però non mi aveva soddisfatta al 100% quest’anno l’ho riprovata facendo qualche cambiamento ed é venuta buonissima!

La torta é un « clafoutis alle ciliegie », sul web si trovano mille ricette, io vi metto la mia, con l’aiuto del bimby!

Ingredienti:

– ciliegie (non le ho pesate)

– 150 gr di zucchero

– 100 gr di farina

– 2 uova

– 500 ml di latte

– vaniglia del Madagascar

– un pizzico di sale

Denocciolate le ciliegie e tenetele da parte.

Nel frattempo mettete lo zucchero e la vaniglia nel boccale, 30sec. modalità Turbo. (Io ho avuto la fortuna di utilizzare della vaniglia che mi ha portato un conoscente dal Madagascar sennò va bene anche una busta di vanillina). Unite le uova e formate una crema 60sec. Vel. 4. Unite poi la farina, il latte e un pizzico di sale altri 60 sec. vel. 4. Si formerà una pastella abbastanza liquida. Nel frattempo imburrate molto bene una teglia/pirofila e mettete le ciliegie sul fondo. Sul web trovate chi le mette distanziate, chi ne mette una certa quantità ecc, io ho ricoperto il fondo.

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A questo punto versate la pastella e a gradimento aggiungete ancora delle ciliegie. Infornate in forno già caldo a 180°per ca 40 minuti.

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et voilà! ……. potete servirla tiepida o fredda.

Buon appetito!

La lingua dei segni…per bebé

Nel mio anno da mamma e soprattutto nel primo periodo del mio essere “mamma bis” ho voluto fare dei corsi che per un motivo o per l’altro non avevo fatto con la Stiazza piccola.

Diciamocelo, spesso con il primo figlio siamo più impacciate, l’organizzazione delle uscite sembra pari a quella di un evento internazionale, tendiamo a non uscire frequentemente perché c’è un po’ di venticello, fa troppo freddo, fa troppo caldo, è l’ora della siesta…. Il ritmo della famiglia ovvero della coppia + primo figlio si plasma  sugli orari della creatura, mentre invece i secondi entrano a far parte di un ritmo già prestabilito, già rodato e a volte anche “serrato”. La Stiazza doveva pur essere portata a scuola o recuperata alla fermata del pullman e se questo coincideva con la siesta ….  bé ti piange il cuore svegliarlo ma devi farlo e non ti poni troppe domande.

Mi sono però voluta ritagliare dei momenti con lui e per lui. Ho trovato una bella struttura a Nizza chiamata “Maman Bulle” gestita da una mamma, ovviamente, che ha voluto raggruppare delle attività da fare in gravidanza,  con i bebè e i più piccoli e man mano sta offrendo sempre nuovi corsi e ateliers. Questo il suo sito: http://www.maman-bulle.fr/  per chi volesse saperne di più.

Personalmente é un po’ scomodo per cui non riesco più a frequentarlo e non posso fare molti dei corsi da loro proposti però quando ero a casa ho fatto 2 ateliers: corso di massaggi per bébé e lingua dei segni; e ho partecipato alla formazione della croce rossa sul primo soccorso.

Questa volta vorrei parlare dell’Atelier sulla lingua dei segni. La lingua dei segni é una vera e propria lingua e come tale é diversa da paese a paese; io ho ovviamente imparato alcuni dei segni francesi ma credo che la LIS (lingua dei segni italiana) non sia così tanto diversa.

La prima persona che mi aveva parlato dell’utilizzo della lingua dei segni era stata la nounou (baby sitter) della Stiazza che é diventata ora anche quella dello Stiazzo.

A cosa può servire la lingua dei segni nei bébé?

Spesso la lingua dei segni viene associata solo alle persone che hanno problemi uditivi e invece NO! Non dovrebbe essere così in quanto può essere decisamente utile a tutti i bambini.

I più piccoli, a partire dai 6/8 mesi iniziano ad interagire con noi e vogliono comunicare ma il  linguaggio arriverà soltanto dopo e allora ecco che la lingua dei segni può essere un ottimo modo per aiutarli a comunicare.

Chiaro che non faranno discorsi complessi! ma sapranno per esempio comunicare le loro “necessità” basilari: mangiare, bere,  salutare e ringraziare, chiedere “ancora”, cambiare pannolino ecc

Quando ho frequentato i corsi con l’istruttrice c’é stato subito un bel feeling inoltre essendo italiana amo gesticolare già di mio e con lei ci siamo divertite un sacco! La gestualità va poi accompagnata anche dagli sguardi e dall’enfasi data nei movimenti.

Le lezioni sono suddivise di solito per temi, quelle che ho frequentato io erano così suddivise per farvi un’idea:
Atelier 1 : Le parole “chiave”
ex : mamma, papà, la famiglia, buongiono, grazie etc….

Atelier 2 : Gli animali
domestici, della fattoria, della savana ecc

Atelier 3 : Gli alimenti
ex: frutta e verdura ecc..

Atelier 4 : La natura et le attività

bosco, erba, mare, nuotare, correre ecc

Atelier 5 : i 5 sensi e le emozioni
ex : tristezza, gioia,amore…

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Immagine presa dal Web – Signe avec moi

Spesso vengono “segnate” delle canzoncine per i piccoli come in questi video:

https://www.youtube.com/watch?v=pLIFLHElf1c

https://www.youtube.com/watch?v=lGab5OEIUZc

Si trovano molti libri sul linguaggio dei segni, uno dei più usati é Signe avec moi con le illustrazioni per ogni segno.

 I segni vanno fatti in modo naturale mentre si parla al bebé, se stiamo per mangiare allora lo segnamo, quando gli proponiamo se ne vuole ancora idem e così via.Il bambino allora assocerà il gesto alla parola e lo rifarà anche lui.

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Ancora!!!! Immagine presa dal Web

Personalmente ho “segnato” con lo Stiazzo le parole più comuni, non mi son messa a segnare tutte le verdure ecc! ed alcune sono state ritenute più di altre: per esempio il segno “encore” per chiedere di fare ancora qualcosa o se vuole ancora qualcosa e così via. Il meglio é quando ci facciamo le coccole e ridendo troppo per il solletico fa il segno “Encore”!!!

Lo Stiazzo in realtà é passato presto alla fase di “pappagallo” per cui ripete la maggior parte delle parole e cerca di farsi capire con la parola ma i segni fanno parte anche del suo linguaggio e quando mi saluta al mattino un bel “je t’aime” non me lo toglie nessuno. Inoltre c’é  da specificare che lui é un bambino bilingue e ora che ha poco più di un anno e mezzo ripete molto, quasi  tutto in italiano, inizia a ripetere le parole in francese e ogni tanto “segna” alcune parole rafforzandone il concetto. Questo per dire che la lingua dei segni non può che giovare, sicuramente non interferisce all’apprendimento delle altre lingue o non lo rallenta, al contrario lo rafforza.

Alcuni segni possono essere anche molto utili per i “più grandicelli” e mantenerli é un’ottima cosa. Ci possono essere luoghi o situazioni dove non si può urlare, o parlare, per cui i segni possono venire in aiuto. Spesso sono le nounou o le operatrici all’infanzia ad insegnare i segni proprio per poter comunicare meglio con i piccoli, per creare un legame ancora più stretto e aiutarli ad esprimersi in modo diverso che non i pianti per esempio.

Qui in Francia si sta sviluppando molto e credo sia un ottimo esempio. Diffondiamo…

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Immagine presa dal Web – Signe avec moi