London calling

Siamo sul volo di ritorno da Londra dopo un bel weekend passato con gli amici. Un weekend in cui abbiamo fatto poco i turisti se non un giretto in centro per mostrare ai bambini i grandi classici. Il Big Ben e Buckingham Palace dove per Alessio c’era la gara conclusiva di Cars 2 e su Westmister arrivava volando Mary Poppins, un giro per Trafalgar e Piccadilly e una tappa da Hamleys per avere il  famoso teddy bear. La bear factory è una macchina di marketing strepitosa! Tu puoi creare il tuo proprio orsacchiotto, scegliendo il corpo, la densità dell’imbottitura, e volendo anche registrando un messaggio con la propria voce,  si sceglie poi il  suo cuore in mezzo ad mille cuoricini di stoffa, si esprime un desiderio e si inserisce;  la ragazza lo cuce davanti ai tuoi occhi e poi è pronto per essere vestito. Non vi dico però il prezzo perché rovinerebbe tutta la poesia ! La Stiazza ha avuto il suo Tom ( ah sì perché si sceglie il nome e si ha anche un certificato di nascita) anche perché io l’avevo fatto 15 anni fa nel mio viaggio estivo in UK e dopo 15 anni é ancora nella mia stanza a casa dei miei genitori. Una merenda a Covent garden tra uno spettacolo e l’altro di artisti di strada e poi di ritorno al nostro hotel per cenare con gli amici.


La nostra Londra è stata comunque speciale, niente musei o attrazioni ma un matrimonio di amici e una giornata passata con altri carissimi amici nel parco di Richmond, dove tra l’altro abbiamo avuto modo di vedere da vicino i cervi e poi gustarci un italianissimo gelato (da Danieli).


Unico neo è stato il volo di ritorno annullato per cui una notte di hotel in più e un giorno di ferie perso.  In questi giorni ho riflettuto un po’ su questa città che offre tanto e  soprattutto va veloce, a Londra si ha veramente l’impressione di essere sempre in movimento. Le persone si muovono frenetiche tra tube, bus e turisti. Una città caotica e cosmopolita che cambia  anche se allo stesso tempo ha ben salde le sue tradizioni soprattutto verso la corona inglese. Devo ammetterlo non ne sono più abituata a questa velocità, alla frenesia e soprattutto non sono più abituata all’essere legata ai mezzi pubblici! Io che dove vivo mi muovo praticamente solo in macchina perché con i mezzi sarebbe impossibile. Io che sono abituata a tornare a casa in 10 minuti dopo il lavoro o in pausa pranzo  e avere comunque una casa abbastanza grande a prezzi abbordabili. Non so se  sarei pronta a rinunciare alla mia comodità anche se in effetti questa sensazione di movimento ammetto che attiri.

Si sa da Londra spesso partono mode, stili e forse proprio questo resta interessante, riuscire a carpire questo flusso e riportarlo anche altrove. Durante il volo ho letto un articolo su ES magazine sul modo di lavorare londinese (metto il link qui per chi volesse leggere) e in questo periodo in cui io mi sto buttando nel lavoro mi interessano molto questo tipo di articoli.A Londra ci sono sempre più freelance e il concetto di ufficio è sempre meno presente. Nella zona centrale molti uffici sono ritornati ad essere appartamenti e sempre più di moda sono gli uffici in cui si fa coworking, bar e locali si attrezzano per accogliere freelancer con i loro computer portatili. Il concetto di orario di lavoro 9-17 anche sta cambiando, la vita privata e lavorativa spesso si fondono e oggi  avere la possibilità di organizzare il proprio tempo è un vero lusso. Io non sono freelance ma credo che la tendenza sia quella.

Rientro con un giorno di ritardo carica per questo break di 4 giorni, con il cuore pieno  del calore degli abbracci degli amici, quelli che rivedi dopo uno o più anni e con i quali parli come se ti fossi visto la settimana scorsa; carica di quella piccola frenesia che l’atmosfera di Londra ti regala.

 

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E’ successo a dicembre…

Avevo iniziato un post il 4 gennaio, giorno di rentrée a scuola e di ritorno alla routine quotidiana, ma questo mese di gennaio si sta rivelando più  tosto del previsto, per non dire schifoso! Gli argomenti non mancano é il tempo ad essere tiranno e anche la mia concentrazione che viene meno, soprattutto la sera. Vorrei pero’ raccontarvi lo stesso un paio di esperienze fatte a dicembre.

Dicembre era cominciato con l’arrivo di Lady che ha “sconvolto”, in senso positivo, ma che comunque ha cambiato la nostra quotidianità e poi è volato fino alle vacanze di Natale.

Quest’anno finalmente son riuscita a fare un calendario dell’Avvento che mi ha soddisfatta fatto di piccoli regalini e momenti passati insieme.

Fatto a mano, proprio come piace a me!

il calendario dell’avvento versione 2015

 

 

 

Durante le vacanze di Natale in realtà io ho lavorato ma la Stiazza che era a casa con papà Malo è riuscita a vivere un po’ di più le manifestazioni organizzate nella zona.

Tra le altre cose la Stiazza ha partecipato ad un piccolo atelier sul vetro “soffiato”. Il paese dove viviamo è famoso per questa tradizione (trovate qui maggiori informazioni) e una delle vetrerie storiche ha aperto le sue porte facendo partecipare i bambini. Come?

I bambini potevano scegliere il colore del vetro che volevano a partire da pezzi di vetro esposti e poi seguivano passo a passo la realizzazione di una palla natalizia. Osservandola quando ero incandescente, soffiando e dandole forma insieme al vetraio.

Vi mostro il risultato del lavoro della Stiazza!

Io invece, mi sono concessa un atelier che aspettavo da tempo. In realtà era qualcosa che avrei sempre voluto fare e questa volta tramite amicizie in comune ho trovato una bravissima persona che mi ha aiutato a realizzare un centrotavola natalizio floreale.

Lei si chiama Mireille e di mestiere fa la fiorista (ma non solo ! é anche educatrice canina specializzata in agility) e ha pensato di organizzare degli atelier a tema per chi vuole “giocare” a creare con i fiori.

Mi era già capitato di creare delle composizioni floreali per me o per la mia famiglia, soprattutto da ragazza, ma l’avevo fatto sempre un po’, come dire,”ad occhio”. Mireille ci ha messo a disposizione oltre che un sacco di materiale anche un po’ della sua arte.

Siccome alcune persone che dovevano partecipare erano malate ci ha accolte a casa sua con un tavolo pieno zeppo di materiale, fiori, decorazioni, e un misto di profumo di fiori e tè caldo.

Si inizia! la spugna imbevuta d’acqua è fissata sul piatto del colore scelto (per me rosso) e poi tutto prende forma. Due candele, le rose, rametti di pino e bacche rosse…

Ci vuole un po’ di concentrazione e poi ci si lascia guidare dalla creatività.

Alla ricerca di simmetria e equilibrio

Riempimento ma allo stesso tempo leggerezza. Cura dei dettagli e armonia dei colori.

Alla fine delle due ore son contenta come una bambina e decisamente orgogliosa della mia creazione!

… incrocio le dita e mi bevo un caffè

In questa fine anno  non riesco a fare bilanci, non riesco ad essere ottimista come quasi sempre sono, non credo di avere il buon mood per pensare a questo anno che verrà  …

Crescendo mi avvicino sempre di più al pensiero (che da piccola ovviamente non capivo) di mia mamma; per il quale il nuovo anno faceva sempre un po’ paura con la forte consapevolezza che nei 365 giorni (366 quest’anno) ci saranno come sempre alti e bassi, luci ed ombre, felicità e tristezza.

Ogni anno ci dona qualcuno ma ci porta via qualcun altro.

Come ogni anno avremo grandi soddisfazioni  ma anche amarezze.

E così stasera sarà una serata tra amici; spero passi con un pizzico di leggerezza , sicuramente ci sarà un bel po’ di odore di raclette che aleggerà nell’aria!

 

Vi cito nuovamente la canzone che più mi gira in testa in questo periodo e la trovo azzeccata!

 

guarda me, prendo tutta la vita com’è

non la faccio finita ma incrocio le dita e

mi bevo un caffè

 

 

Xmas with the yours…

Gli Auguri quest’anno arrivano dall’ufficio! Lavorando con dei paesi che non festeggiano il Natale..mi ritrovo  a gestire un po’ di questioni anche oggi, alla vigilia. E siccome ho voglia di un po’ di atmosfera e allegria mi sono messa ad ascoltare qualche canzoncina …ed eccola quella che torna ogni volta!!! Per poi rendermi conto che data 1998!!!!!!! oddio son vecchia! Ma questa é un’altra storia…perché

come diceva mia mamma
Christmas with the yours
Easter what you want “
Tutta la famiglia sarà qui come gli altri anni e allora la cena della Vigilia sarà conviviale con menù a base di Pizza e un pranzo di Natale super tradizionale.

“Panettone is on the table and everybody’s drinking Moscato”

In realtà vi racconterò nel prossimo post due belle esperienze natalizie, una mia e una della Stiazza. Ma adesso AUGURIiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!

alzate il volume e cantate… Xmas with the yours …

 

 

Christmas with the yours  — Easter what you want
Dont’t throw atomic bombs becouse it’s Christmas time.

Nessuno nasce cattivo…

E’ Sabato mattina, lo Stiazzo mi stringe forte forte al suo collo e mi fa un “calin”, una coccola, lo stringo a me, lo bacio e penso in quale mondo orribile stiamo vivendo. Le scene di Parigi sono vive davanti ai miei occhi anche se le ho appena scoperte , per una volta venerdì sera mi sono coricata prestissimo e ho visto l’orrore solo al risveglio.

Ne parliamo basiti con il Malo… Noi non guardiamo molto la TV anzi dovrei dire praticamente mai e questa volta ancora di più abbiamo deciso di tenerla spenta, di non esporre i bambini a immagini troppo forti e difficili da capire. La Stiazza ha sei anni e la voglia di preservarla dalla crudele realtà è tanta. La guerra é sempre stata “lontana”  ma questi eventi sono talmente vicini a noi questa volta che non possiamo non parlarne.

“Perché ci sono persone che nascono cattive? ” è una delle sue domande.. Ecco , è proprio questo il punto… Nessuno nasce cattivo, NESSUNO.

 

 

 

…Per scelta ho deciso di non continuare questo post, ho deciso di non riportare il documento dei pediatri su come parlare ai bambini di questi atti,  ho scelto di non mettere altre parole nel web su questo argomento…ognuno ha la sua sensibilità

 

che ci faccio qui?

Oggi ho ricevuto un commento lavorativo che credo si rifletta in altre sfere della mia vita e soprattutto nel mio blog.

Spesso mi “auto-censuro”, spesso inizio a scrivere e poi tutto rimane in bozza,  avrei un sacco di cose da dire e raccontare  ma non  “escono”.

Mi dico che non interessa a nessuno e quindi perché scriverlo ? Forse perché io sono la prima a criticare quando leggo delle ovvietà sul web, perché onestamente di banalità ce ne sono a milioni. Invece dovrei pensare che a qualcuno potrebbe interessare o meglio “chissenefrega!” se non interessa a nessuno.

Mi sono avvicinata al mondo dei blog quando in realtà ormai i blog erano tanti, troppi e più volte son stata tentata di chiudere tutto per poi invece riattivarlo.

Mi sono affacciata verso il mondo dei blog « mammeschi »  che ora evito anche un po’ perché spesso mi fanno innervosire, poi ho scoperto i blog degli expat e anche lì ne ho tenuti pochi nella cerchia degli « eletti », il lifestyle, quelli di viaggi … insomma all’inizio seguivo proprio di tutto un po’ e poi ho iniziato a selezionare, selezionare e forse anche con me stessa “seleziono” troppo.

Ogni tanto lo confesso mi viene il nervoso… perché credo che le persone “vere” dietro ai blog siano poche, perché non sopporto quelle che mi dicono cosa é meglio fare come se fosse oro colato, quelle che in alcuni casi riescono a farti sentire “sbagliata” se non fai come fanno loro;   quelle  che si sono reinventate a volte  diciamolo  grazie al fatto che non hanno problemi ad arrivare a fine mese e così via

E’ così che mi sono chiesta : ma allora perché scrivo ? che ci faccio qui, online ?

Una domanda semplice, e forse anche un po’ banale ma che mi aiuta a fare chiarezza.

Insomma io un lavoro ce l’ho e mi impegna anche tanto e non credo che potrei sostituirlo con un lavoro in rete per cui sicuramente non ho ambizioni in quel senso.

Mi piace condividere, chiacchierare con le persone e raccontare le mie esperienze anche se per ora mi viene meglio dal “vivo” che non online. Di persona riesco a conversare più facilmente, mi sento più sicura di me stessa. Online finora mi sono trattenuta un po’.

Però  mi sono resa conto che mi piace rileggermi e che i miei appunti o bigliettini alla fine non saprei tenerli così ordinati e il blog crea un po’ della Mia storia.

Quindi preparatevi perché cercherò di frenarmi molto meno!

Lui (O.W.) lo diceva meglio di tutti:

****”Sii te stesso, tutto il resto è già stato preso”****

un piccolo pensiero

 

“La felicità è fatta di attimi, di istanti, di dettagli, la felicità sta nelle piccole cose, nelle cose semplici. Non serve cercarla chissà dove, a volte è più vicina di quanto pensiamo, ma non riusciamo comunque a scorgerla.

Oggi era il tuo compleanno, 2 anni, quei famosi terrible two. 2 anni che sono letteralmente volati. E’ stata una giornata come le altre con gli impegni, il lavoro , le corse, la cena da preparare in fretta e furia che poi bisogna andare a nanna. Una di quelle giornate che vuoi solo che finiscano in fretta.

Eppure in tutto ciò quando ti sei seduto contento al tavolo per soffiare le candeline il tuo viso ha sorriso, la tua bocca con quei dentoni da latte un po’ storti  hanno sorriso ma anche e soprattutto i tuoi occhi hanno sorriso.

I nostri sguardi si sono incrociati ed ho goduto di quell’istante che per un attimo ha accantonato i fardelli della vita quotidiana. Non ho fatto foto, non volevo filtri tra di noi, volevo godermi quell’istante.

Ti auguro di poter sempre sorridere così; non solo con la bocca ma con gli occhi e con il tuo cuore.”

 

 

Tanti auguri a TE…

a Te che oggi compi 6 anni, e io ancora non me ne rendo conto…

a Te che mi hai fatta diventare Mamma per la prima volta,

a Te che diventi ogni giorno più determinata ma che sei ancora così innocente,

a Te che ogni tanto mi fai arrabbiare… ma spesso é la mia pazienza a mancare,

a Te che non ti stanchi mai di giocare,

a Te che per il tuo compleanno  chiedi di avere libri, strumenti musicali  e mi dimostri che non sei per nulla “sologiocattoliinutili”,

a Te che sai essere una splendida sorella maggiore, un punto di riferimento, un esempio,

a Te che hai iniziato la scuola con una voglia di imparare pazzesca,

a Te che confidi tutto al tuo papà (a volte rendendomi un po’ gelosa!),

a Te che hai abbandonato il rosa ma hai scoperto il maquillage,

a Te che diventi insopportabile quando hai fame, proprio come me!

a Te che sei una piccola viaggiatrice, curiosa e instancabile,

a Te che sei così come sei, con il tuo caratterino, le tue paure, le tue gioie,

a Te che sai emozionarmi quando canti una canzone,

a Te e solo per Te…

Auguri di buona vita!

Diario del nostro viaggio in Sicilia — 1a parte

Mentre tutti sono in vacanza e noi in ufficio mi riguardo e condivido con voi il nostro viaggio in Sicilia fatto a maggio di quest’anno.

La Sicilia é una regione da  « vivere », visitarla é riduttivo  e noi per una decina di giorni ci abbiamo provato!

E’ uno di quei luoghi che non finisci mai di scoprire… ogni volta riparti con il pensiero di non aver visto « tutto » sapendo che ci sono ancora tante cose da vedere, da fare, da conoscere, da provare, da assaggiare!

La Sicilia si può solo amare con le sue peculiarità, le sue contraddizioni, il suo cibo, il caldo che ti penetra nel corpo, la sua storia e le persone: sempre cordiali, sempre pronte a dare consigli o raccontare aneddoti.

A Scicli abbiamo fatto una serie di incontri singolari: un signore ci ha visti in bicicletta e ci ha fermati dandoci una cartina del centro storico e raccontandoci cosa vedere, sempre a Scicli un simpatico signore nella sua bottega mi ha raccontato la sua storia e credo che sia un po’ un simbolo della città. In mezzo a tutta quella ferraglia si respirava la vita vissuta di un uomo, sorridente e con la voglia di raccontare.IMG_4373

Due anni fa con lo Stiazzo in pancia avevamo fatto un week-end lungo nella zona di Trapani. L’itinerario era stato più o meno questo: Trapani, San Vito lo Capo, Erice, visita a Segesta e ritorno.

Quest’anno abbiamo deciso di partire verso Sud e alla fine abbiamo fatto una bell’ itinerario con ca 1000 Km percorsi e vedendo un sacco di cose diverse. Come dicevo restano da vedere ancora molte cose della Sicilia, una su tutte: l’Etna! e poi ancora Palermo città, Enna, le isole…

Ma ecco la nostra cartina! Aeroporto di arrivo e partenza: Trapani. Abbiamo affittato un’utilitaria  all’aeroporto e da lì via per il tour!!

mappa2

 

     dal nIMG_5533ostro diario di viaggio….

 

 

 

 

 

 

 

Giorno 1

Ryanair ci ha cambiato le carte in tavola senza avvisarci anziché partire da Cuneo siamo partiti da Torino e così abbiamo fatto tappa dai nonni per non dover fare la levataccia… Un caffè con gli amici di sempre e si parte!

Bentornati in Italia mi viene da dire!!La gente per salire in aereo passa da destra e da sinistra e applica con disinvoltura il principio marketing del “member get member”, funziona benissimo, sembra uno solo in coda e poi alla fine sono quindici; l’hostess durante la presentazione delle misure di sicurezza si è dovuta interrompere annunciando con accento del sud “signori se non state seduti non possiamo partire!”
Arriviamo all’aeroporto di Trapani affamati e nel piccolo aeroporto ci concediamo subito un arancino!

La prima tappa é nell’Agrigentino, percorriamo la strada all’interno che ci fa attraversare la campagna passando da Ribera Città delle arance dove dai finestrini ci inebria un profumo di fiori d’arancio. Alloggiamo a Favara, e trovare il b&b prenotato è stata un’avventura ma alla fine ci siamo! La vista è molto bella dal mare al paese di Favara.

CeniamIMG_5534o ai Dammusi un’ enosteria moooolto buona, loro lo chiamano cibo rustico noi lo chiamiamo mangiar bene!
Tagliata per Malo e pasta salsiccia e friarielli con antipasti sfiziosi per me…il tutto con un buon bicchiere di vino rosso.

 


Giorno 2 –    Visita   alla Valle dei Templi di Agrigento

Uno splendore! Un’estate africana a maggio ci coglie e alle 10 ci sono già 28 gradi!

Valle dei Templi

La valle dei templi ci incanta con le colonne ben conservate e il contrasto dei colori é molto forte. Entriamo gratuitamente (essendo la prima domenica del mese) e visitiamo questo enorme sito, esploriamo a modo nostro, senza guide ma perdendoci a scoprire gli angoli più nascosti, contando le colonne, guardando le pietre che sanno di storia e immaginandoci come erano nel loro massimo splendore.

 

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Al pomeriggio tardo andiamo alla scala dei Turchi, una meraviglia della natura! Peccato per le spiagge vicine che troviamo decisamente sporche 😦

 

Saliamo a piedi nudi, arriviamo quasi all’ora del tramonto e ci godiamo lo spettacolo.

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Al rientro tappa al parco giochi e poi rientriamo ammirando i templi illuminati.

Serata e cena da dimenticare! Fregatura colossale!!! Nel b&b dove abbiamo alloggiato facevano servizio ristorante per comunioni e cresime quindi ci hanno proposto una cena con menù fisso e fin qui ok peccato però che in due ore ci abbiamo servito due piatti e neanche tanto buoni…

Giorno 3 Si parte verso Sud!

Passiamo da Gela e proseguiamo senza meta. Non abbiamo prenotato nulla per cui andiamo alla ricerca di un posto carino. La prima tappa per il pranzo é a casa di… Montalbano! Punta Secca. Il paesino é semi deserto, pochissime le strutture aperte ma ci fermiamo a mangiare un arancino con vista mare e facciamo il primo bagno della stagione proprio sulla spiaggia sotto casa di Montalbano che é un bed&breakfast purtroppo al completo per quella note per cui dopo un po’ tutti in auto e si riparte. I bimbi fanno la siesta e proseguiamo ancora un po’.

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Ci ricordiamo di un hotel non lontano in cui lavora una carissima amica della nostra amica Fabiana, per cui decidiamo di andare a vederlo! Eccoci quindi a Donnalucata in un super hotel con vista mare. Facciamo un giro in centro e vediamo delle bici a noleggio; ci fermiamo subito presso l’Ospitalità alberghi diffusi per appunto affittare delle biciclette elettriche.

CI accolgono con estrema gentilezza indicandoci percorsi e dandoci informazioni e noi matti come siamo partiamo in direzione Scicli! La strada da fare purtroppo é una statale per cui ci vuole un po’ di attenzione, percorriamo i 6 km che ci portano a Scicli e arriviamo in centro a  fine pomeriggio. Lo Stiazzo ad un certo punto si addormenta sul seggiolino per cui tappa obbligatoria per risveglio e poi si riparte. Arriviamo a Scicli e facciamo un giro senza però poterci soffermare troppo in quanto é già un po’ tardi e siamo con le bici. Saliamo fino a San Matteo, una mini sfacchinata perché l’aiuto delle bici elettriche é fondamentale e ci godiamo il tramonto. Torniamo a Donnalucata stanchi e contenti e ceniamo al ristorante vicino all’hotel.

Giorno 4 La mattina successiva dopo aver assaporato una colazione dalla splendida terrazza dell’hotel ripartiamo verso Scicli per visitare le chiese viste solo da fuori e il centro storico tenuto benissimo.
La zona del barocco è tenuta in effetti molto meglio dell’agrigentino.

IMG_4381Ci fermiamo tra l’altro in una pasticceria artigianale per acquistare biscotti ed una testa di turco …

In realtà io mi son soffermata proprio per curiosità. Cos’è una testa di turco?? Un dolce come un bignè enorme e all’interno crema di ricotta e cioccolato. La signora ci ha fatto assaggiare praticamente tutti i biscotti che produce e alla fine prendiamo un’enorme testa di turco e altri biscotti da mangiare con gli amici. il suo negozio é un luogo senza tempo o forse un luogo in cui il tempo si é fermato. Il marketing dell’assaggio in realtà é fatto in modo spontaneo e naturale e la signora ha piacere a presentare tutto a farci assaggiare tutto, il bancone é ricoperto da mille biscotti e alle pareti le foto dei figli in stile anni 80/90.

 

A spasso per Scicli
A spasso per Scicli

 

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Dopo la passeggiata a Scicli però si riparte: a Pozzallo ci aspettano Simone e Francesco, siciliani di famiglia ma residenti a Londra!Gentilmente ci ospitano a Pozzallo e il primo pomeriggio facciamo spiaggia e parco giochi. Super cena con  grigliata  di pesce a casa e poi nanna.
Al mattino colazione con granita alla mandorla e brioche… ottima!! Il modo giusto per iniziare la giornata…

Il nostro viaggio continua nel prossimo post …

e come l’anno scorso, sul mare col pattino vedremo gli ombrelloni lontano lontano…

Come scrivevo lo scorso anno… Per noi c’è sempre una settimana di vacanza da italiano medio! Il Gargano,  meta ormai consolidata, quest’anno ci ha accolti con un bel sole e tanto caldo.

Non siamo fatti per le vacanze statiche ne avevo già parlato l’anno scorso però quest’anno avevamo incredibile bisogno di riposare e ne abbiamo approfittato. Siamo partiti con l’idea di fare qualche giretto in barca, ma il vento non ce l’ha consentito; di cambiare spiaggia e andare nelle spiagge della zona ma alla fine la stanchezza accumulata si è fatta sentire e il relax ha preso il sopravvento.

La settimana di mini vacanza non è stata “social” per mancanza di connessione Internet e devo dire che mi sono anche un po’ disintossicata da tutti questi social..?che alla fine si può vivere bene senza! …non fosse per un po’ dì sana curiosità ahahaha!!

Due chiacchiere le ho fatte con la vicina di ombrellone, una neo mamma di 27 anni, anche se ho cercato un po’ di tranquillità e quindi ora le due chiacchiere in stile “spiaggia sotto l’ombrellone”  le faccio qui con voi!

Il ritorno in Italia per le vacanze é strano; é sì tornare nel proprio paese ma a volte guardarlo con occhi diversi.

E’ parlare con le persone e a volte tradurre delle cose da un’altra lingua costruendo la frase in modo bizzarro.

E’ sgranare gli occhi ogni volta che si vedono i prezzi della frutta e della verdura.. In Puglia l’anguria mi va via a 30 cent al kg… Le pesche a 0,90 in Francia credo che non esista nulla sotto l’euro e ovviamente la qualità non è la stessa!

E’ sconvolgersi per la quantità di cibo che si riesce a ingurgitare !! Vi consiglio i cornetti di Matteosky a Vieste. Una vacanza a Vieste non sarebbe una vacanza a Vieste senza aver mangiato almeno un cornetto ripieno con la crema alla ricotta con gocce di cioccolato o addirittura con doppia crema (tipo ricotta e nutella). Rigorosamente dopo aver cenato!

E’ stupirsi per la quantità di venditori ambulanti sulla spiaggia.. È una cosa impossibile! Sono tantissimi, troppi e soprattutto passano in continuo. Lo Stiazzo di meno di due anni ogni volta che vedeva avvicinarsi uno gli diceva no grazie, grazie mille ma no! Scuotendo la testa come se fosse proprio spiacente! E poi cosa vendevano?.. Credo che l’80% ormai venda bastoni per i selfie o cover per i telefoni, gli altri le solite cose ( bandane, giochini, occhiali ecc). Ho scoperto invece che il mio telo mare di cotone con le frange è out per prediligere il telo con elastici agli angoli e tasche sul lato… ma non son caduta in tentazione!

E’ vedere la Stiazza all’ora di merenda che rincorre il tizio/tizia, a seconda delle volte, del cocco! Al grido di “coccooo cocco bello bello, rinfrescante cocco”
Fare tappa tutte le sere alle giostre, tappeti elastici e per la gioia dello Stiazzo alla piscina delle palline.

E’ cenare con i cugini anch’essi expat che vivono in America e parlare delle varie differenze tra i paesi

E’ afftittare il pedalò e farsi il bagno al largo e guardare gli ombrelloni, lontano lontano…