Les mistrals gagnants…

Quando sono arrivata in Francia non parlavo il francese;  l’avevo studiato un po’ al liceo ma il livello era terribilmente basso che mi era impossibile comunicare realmente con le persone (potevo sopravvivere sì,  ma non era quello l’obiettivo!); e siccome sono arrivata qui senza lavoro e abbastanza giovane mi sono iscritta ad un corso intensivo di francese per stranieri all’università di Nizza.

Mi sono ritrovata in una bella classe di stranieri dai volti e dalle storie più disparate.

Yucca, una ragazza giapponese venuta qui per diventare chef etoilè; Agnese, una polacca che ha seguito il marito ma che poi ho scoperto essere tornata in Polonia dopo qualche anno; Marija, invece, di orgine serba e che  è tuttora nella regione; Damian,un ragazzo danese, molto taciturno e nordico e altri ragazzi cinesi.

L’insegnante, Nicole, è stata spettacolare. E tuttora porto il suo ricordo con me.

Io lo so, tendo ad essere secchiona in queste cose, ma è più forte di me, se trovo un insegnante con delle buone idee e la voglia di insegnare mi impegno al massimo.

Quello che io ho adorato in Nicole é stata la voglia di trasmettere la sua cultura, non solo la grammatica, l’ortografia,  le regole e mille eccezioni, ma veramente il loro modo di pensare, di vedere le cose e lo ha fatto con tutti i mezzi a disposizione, compresa la cucina.

10 anni fa giusti, era il 2007, anno delle elezioni, per cui spesso ci aiutava a decifrare i discorsi dei politici, ci invitava a guardare i dibattiti per poi parlarne insieme, si parlava di ecologia ed economia.

Un giorno invece, ci ha presentato una canzone che fa parte della cultura francese; credo che nessuno di noi l’abbia apprezzata, né capita, appieno quel giorno. Lei l’ha messa in classe e la cantava con trasporto, ci ha anche proposto di cantarla!! La traduzione che ne era venuta fuori era tremendamente letterale, con parole nuove  che lì per lì non trovavo neanche così utili.

Solo ora, a distanza di anni la capisco veramente, ora che conosco un po’ di più la culutra francese, la sua musica e  l’apprezzo veramente. Sentirla cantare dal vivo poi mi emoziona e mi fa anche tornare indietro negli anni, quando piena di domande mi trovavo in quella classe e iniziavo la mia avventura in terra francese.

Ora, cara Nicole, la tua lezione l’ho veramente capita! Grazie di tutto

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#CamperLife: ovvero la nostra prima avventura in camper!

L’estate 2016 é stata strana, ma possiamo dire che ci ha iniziati alla vita da camperisti!

I miei genitori hanno un camper da qualche anno ormai, ma a parte qualche raro weekend non ci siamo praticamente mai andati. Quest’anno visto il nuovo “assetto famigliare” composto da due adulti, due bambini e un cane (cucciolone di 30kg!); complice una restrizione di budget, abbiamo deciso di buttarci.

Così eccoci alla nostra prima avventura in camper.

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Prima di partire abbiamo fatto un giro per provare la guida, le manovre e soprattutto le funzioni basilari frigo/batteria/carico/scarico ecc. Devo ammettere che prima di utilizzare il camper sembrano “complicate”, mi dicevo: “ricorderemo ogni volta di cambiare l’impostazione del frigo”?, riusciremo a trovare zone di carico/scarico acqua? ecc.In realtà devo dire che una volta in viaggio diventa tutto automatico. A volte la partenza sembrava quella di un aereo e mi sentivo un po’ una  hostess! chiudi finestre e sportelli, sposta la roba che potrebbe cadere dal tavolino o dalla cucina, passa dal gas alla batteria, dai una controllata a livello di acqua e batteria e poi in posizione, cinture allacciate e … mamma ho sete ! ok dimenticavo le bevande e poi: si parte!

La vita “nomade” si addice molto a noi e sopratutto al nostro stile di vacanza. Abbiamo sempre fatto molti km,soprattutto in macchina e ogni volta l’itinerario é stato fatto più o meno sul campo. In Danimarca per esempio abbiamo stravolto completamente il nostro giro e macinato il doppio dei Km che avevamo previsto!

Per questo il camper é diventato da subito un’ottima seconda casa! In questo post vi racconto in breve come eravamo organizzati e in certi momenti disoganizzati! Ringrazio sicuramente da subito Daniela blogger di Duepertrefacinque perché lei é ormai una camperista professionista ed é stata disponibilissima quando le mandavo le mie domande strambe!

La cucina e i  bagagli

Prima di partire da brava ho letto un po’ di blog/forum di camperisti ormai abituati per poter carpire segreti e organizzazione, ed é così anche su consiglio della mia mamma che ho preparato del buon ragù fatto in casa, così come il pesto di zucchine fatto con il mio bimby, tutto ben sistemato in vaschette e congelato. Ecco, tutto ciò é rimasto correttamente riposto nelle apposite vaschette…nel freezer di casa! 😦

Pazienza, in realtà un sugo al pomodoro si fa in fretta e così anche una bella insalata, o un couscous freddo. Il mio consiglio é quello di avere una pentola a pressione in quanto ho trovato molto lunghi i tempi di cottura in certi momenti (noi cuciniamo anche per il cane!) per cui probabilmente potrebbe essere un’ottima soluzione.  E poi vabbé si fa la spesa un po’ come a casa e il frigo del nostro camper assomigliava ad un tetris ma siamo riusciti sempre a farci star tutto! Per me che sono amante del caffé e della pausa caffé ovviamente é stato una meraviglia poter sostare e preparare una moka, con  quel profumo  così caratterisco che diciamocelo solo la moka ti da, e che inebriava il camper!

Per quanto riguarda i bagagli, non essendo troppo abituata al caricamento camper mi é sembrato quasi un trasloco! La prossima volta sarò più organizzata… forse! comunque la possibilità di appendere giacche e pantaloni é top e poi tanto abbigliamento comodo per cui anche piegato nelle sacche/divisori é andata bene. Il mio dilemma erano le scarpe e alla fine son state in una borsa di quelle  rigide dietro ai sedili di guida.

Il nostro Camper ha un ampio “garage” che però ci é servito per caricare 3 biciclette, un carrettino, scorte di acqua e mute.

Le soste e gli spostamenti

Proprio a proposito di spostamenti…quello che trovo decisamente “scomodo” del camper é che spesso si é lontani dai centri città o dalle spiagge in quanto i parcheggi sono limitati in altezza ecc. Il nostro modo di gestire gli spostamenti é stato il seguente: in bicicletta! La bicicletta é stata  il nostro mezzo per giornate intere.

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La zona che abbiamo visitato aiutava molto perché é una zona dotata di  un sacco di piste ciclabili  facilmente percorribili. La Stiazza si é meritata una bella bicicletta con le marce prima della partenza, lo Stiazzo é stato scarrozzato da mamma sul suo comodo seggiolino e per Lady avevamo previsto uno di quei carretti che si attaccano alla bici ma lei proprio non ne ha voluto sapere e ci ha seguiti correndo. Anche se al mattino i primi metri erano un po’ difficili visto che tirava papà Malo da una parte all’altra! Ce la siamo cavata egregiamente.

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Per quanto riguarda le soste, invece abbiamo provato un po’ di tutto. La prima notte abbiamo fatto una sosta libera; poi campeggi (noi abbiamo prediletto quelli piccoli o comunali ma ce ne sono per tutti i gusti e tutte le tasche); aeree camper che spesso sono economiche e ben organizzate anche se a volte un po’ sovraffollate e infine  vi voglio parlare delle soste ” France Passion “, una delle più belle scoperte! Prima di partire, ho consultato il sito di France Passion e acquistato la tessera (29 euro annuali ca), devo ammettere che é stato un ottimo acquisto!

Lo spirito di France Passion si adatta molto a noi, e per questo ci siamo trovati così bene. Questo sistema consente di essere “accolto” da privati principalmente in aziende agricole, fattorie, vigneti. Aderendo al programma si riceve un kit con la guida delle tappe ( versione cartacea ma anche disponibile sul sito)

La sosta é gratuita basta seguire le 5 regole d’oro: presentarsi all’arrivo, lasciare l’area pulita, avvisare quando si parte, essere cortesi e discreti. Di solito si accede alle loro attività e quindi si possono degustare vini, formaggi e magari acquistare degli ottimi prodotti.    

 

Il nostro itinerario

Chi mi segue su Instagram l’ha già scoperto con noi.

Il nostro itinerario é stato il seguente:

Partenza da casa e prima sosta a Valensole, alla scoperta dei campi di lavanda;

seconda tappa sosta a Sete ospiti in un vigneto;

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terza giornata di viaggio con tappa a CastelJaoux (un luogo sperduto in cui troviamo un campeggio gestito da inglesi, ebbene si ho parlato inglese tutto il tempo perché questi non parlavano troppo francese!!!);

i due  giorni successivi a CapFerret:  dove siamo saliti sul faro! e abbiamo scoperto le spiagge oceaniche;

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spostamento verso Arcachon e  2 giorni alla Dune du Pyla. La dune du Pyla merita un post anche se fosse solo fotografico!

Continuando verso sud sulla costa … alla scoperta di Hossegor.

Tappa a Carcassonne per mangiare il Cassoulet!

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E prima di rientrare … St MAries de la Mer con la sua atmosfera festosa e la sua natura ogni volta sorprendente.

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Ci risiamo…

Ci risiamo… puntuale come sempre, é arrivata la Rentrée.

Si ricomincia. Tutto ricomincia: scuola, attività, routine…

E’ tempo di nuovi propositi, di nuove attività, di previsioni per come dovrà finire l’anno.

E’ tempo di inizi  e  quest’anno per noi é un doppio inizio. La Stiazza in CE1 e lo Stiazzo fa la sua prima rentrée in materna. Qui l’inserimento non c’é, non esiste, quindi spero che vada bene da subito anche se so già di per certo che il primo mese potrà essere difficile per lui abituarsi alla routine e soprattutto separarsi dalla sorella. Nonostante siano in costante “conflitto” hanno in realtà passato insieme tutta l’estate, condividendo sempre più momenti.

E’ un anno particolare anche per tutto quel che é successo qui. L’allerta e la sicurezza sono sempre ai massimi livelli e negli ultimi giorni si sprecano le mail che si susseguono sulle norme da tenere. Nessun genitore può entrare nella scuola; i bambini non possono essere accompagnati in aula, fatta eccezione per i piccoli e solo per il primo giorno.

Questo clima in certi momenti pesante va ad addizionarsi un po’ alla solita preoccupazione che c’é ; ma l’emozione é tanta che i bambini non credo si soffermino sulle regole.

La Stiazza non vede l’ora di cominciare anche se é stata separata dalle amichette del cuore. Ogni anno qui si cambia tutto: classi e insegnanti. E quest’anno ad attenderla una classe mista ovvero con compagni un anno più grandi. Vi racconterò come andrà. Sembra sia un uso molto comune qui in Francia e sia anche molto utile in entrambe i sensi, sia per far crescere i piccoli che per responsabilizzare i grandi.

Per me la rentrée sarà la continuazione di un lavoro che mi impegna decisamente tanto ma che per ora mi piace; sarà forse un rientro a tempo pieno  ma sarà anche la ripresa delle mie attività che per troppo tempo ho lasciato da parte proprio per il lavoro.

L’iscrizione a Zumba e pilates é stata fatta e voglio impegnarmi a non mancare. Il blog va rispolverato e siccome mi spiace abbandonarlo proverò a dedicargli un po’ di spazio in più.

Gli zainetti sono pronti, noi più o meno! Domattina si ricomincia!

Quest’anno voglio augurare e “augurarci” Buona Ripresa!

 

 

 

Tori neri, cavalli bianchi e fenicotteri rosa… benvenuti in Camargue!

Le vacanze sono ormai alle porte e io non ho ancora pubblicato questo post del nostro weekend in Camargue! Quando vogliamo passare qualche giorno di vacanza senza andare troppo lontano di solito ci dirigiamo verso l’Italia, questa volta invece siamo partiti nella direzione opposta, ed eccoci a riscoprire la Camargue!

La Camargue, terra selvaggia ci aveva giá incantati anni fa, quando i weekend fuori porta erano piuttosto frequenti e senza troppi vincoli; e anche questa volta non ci ha delusi; anche se l’organizzazione é stata decisamente diversa.

Abbiamo deciso di partire all’ultimo minuto e la ricerca di un alloggio non é stata semplicissima viste le caratteristiche di ricerca: una camera famigliare dove far dormire una coppia, due bambini e con un po’di posto per Lady, che ora ha 6 mesi e pesa 25 kg!

Ho utilizzato per la prima volta il sito Homeaway e devo dire che mi sono trovata benissimo; per cui abbiamo alloggiato a ca 10 km da Saintes Maries de la mer che é un po’il cuore della Camargue, in un appartamento piccolo ma molto ben sfruttato e con un giardino chiuso accessibile a Lady. Metto qui il link per chi volesse vederlo.

Avendolo trovato veramente all’ultimo minuto ne siamo rimasti molto soddisfatti.

Il meteo prevedeva gran sole e invece non é stato proprio cosí, cielo piuttosto grigio e vento hanno caratterizzato le giornate di venerdí e sabato, concedendoci un po’di sole solo la domenica.

Per questo il nostro itinerario é stato creato sul momento, senza programmi né stress.

Siamo arrivati nel primo pomeriggio di venerdì, perché nonostante tutto non riusciamo  a fare levatacce soprattutto quando c’é spirito di vacanze nell’aria.

Poi subito a St Maries de la Mer per un giro in centro con merenda a base di crepes au sucre! Le stradine del centro di St Maries de la Mer sono  piene di negozietti “turistici” e ristorantini e la cosa che mi più mi é piaciuta é stato vedere quanto siano diversi per certi versi dalla Costa Azzurra. Lo stile un po’ cowboy, camice a fiori, cappelli gitani e  paella nei ristoranti. All’ufficio del Turismo in realtà non mi trovo molto d’accordo con la signora che vuole convincermi che  nella “Course Camarguese“il toro é tranquillo e quasi quasi si diverte (!). Ecco, personalmente non ce la faccio proprio nonostante non sia una corrida vera e propria per me rimane sempre una “tortura”. Per cui niente spettacolo per noi.

Il cielo si apre un po’ e quindi ci concediamo un giro sul tetto della cattedrale anche se papà Malo e Lady ci devono aspettare sotto.

Però subito dopo  una  passeggiata sulla spiaggia tutti insieme a raccogliere legnetti non ce la toglie nessuno.

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Sabato ci svegliamo con il brutto tempo e quindi decidiamo di andare ad  Aigues Mortes, una città poco distante da St Maries de la mer, tipica per le sue mura e le saline.

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Lady non può salire sulle mura quindi facciamo una passeggiata soltanto io e gli Stiazzi per poi scendere e mangiare tutti insieme. Subito al di fuori delle mura si estendono le saline e nel grande prato verde che circonda le mura stesse lasciamo  scorrazzare un po’ Lady.

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Rientriamo verso St Maries de la Mer e facciamo una tappa in uno dei mille maneggi per far fare una passeggiata a cavallo alla Stiazza mentre Lady e Stiazzo fanno la siesta!

Ci concediamo anche una passeggiata al centro ornitologico anche se a dire il vero non siamo troppo fatti per il birdwatching e ci mettiamo a fotografare fenicotteri con iphone a fianco di super teleobiettivi e fotografi appostati per ore!

Serata in paese con un vento decisamente forte, cena e nanna

Domenica  finalmente c’é il sole! Approfittiamo per affittare le biciclette e fuggiamo dal centro invaso da “motards” venuti per un raduno di Harley e dagli spettatori della Course Camarguese , e ci dirigiamo verso il faro.

Il percorso é a dir poco spettacolare, da una parte la spiaggia con la bassa marea che sembra infinita e dall’altra fenicotteri rosa e aironi in libertà. Non arriviamo fino al faro, purtroppo, in quanto Lady non può correre per 20km essendo ancora cucciola, per cui ci fermiamo sul percorso per mangiare e riposarci un po’, correre su e giù sulla spiaggia e poi ripartiamo!

 

DOG FRIENDLY:

ST Maries de la Mer é una città abbastanza  dog friendly, nei bar e locali si trovano ciotole d’acqua e sul lungomare c’é uno spazio riservato per la toilette 😉

Le spiagge in realtà non sono accessibili ai cani ma in realtà in bassa stagione e fuori dal centro non ci sono problemi.

E poi dopo tanto camminare e visitare… tante coccole dei nostri viaggiatori !!!

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London calling

Siamo sul volo di ritorno da Londra dopo un bel weekend passato con gli amici. Un weekend in cui abbiamo fatto poco i turisti se non un giretto in centro per mostrare ai bambini i grandi classici. Il Big Ben e Buckingham Palace dove per Alessio c’era la gara conclusiva di Cars 2 e su Westmister arrivava volando Mary Poppins, un giro per Trafalgar e Piccadilly e una tappa da Hamleys per avere il  famoso teddy bear. La bear factory è una macchina di marketing strepitosa! Tu puoi creare il tuo proprio orsacchiotto, scegliendo il corpo, la densità dell’imbottitura, e volendo anche registrando un messaggio con la propria voce,  si sceglie poi il  suo cuore in mezzo ad mille cuoricini di stoffa, si esprime un desiderio e si inserisce;  la ragazza lo cuce davanti ai tuoi occhi e poi è pronto per essere vestito. Non vi dico però il prezzo perché rovinerebbe tutta la poesia ! La Stiazza ha avuto il suo Tom ( ah sì perché si sceglie il nome e si ha anche un certificato di nascita) anche perché io l’avevo fatto 15 anni fa nel mio viaggio estivo in UK e dopo 15 anni é ancora nella mia stanza a casa dei miei genitori. Una merenda a Covent garden tra uno spettacolo e l’altro di artisti di strada e poi di ritorno al nostro hotel per cenare con gli amici.


La nostra Londra è stata comunque speciale, niente musei o attrazioni ma un matrimonio di amici e una giornata passata con altri carissimi amici nel parco di Richmond, dove tra l’altro abbiamo avuto modo di vedere da vicino i cervi e poi gustarci un italianissimo gelato (da Danieli).


Unico neo è stato il volo di ritorno annullato per cui una notte di hotel in più e un giorno di ferie perso.  In questi giorni ho riflettuto un po’ su questa città che offre tanto e  soprattutto va veloce, a Londra si ha veramente l’impressione di essere sempre in movimento. Le persone si muovono frenetiche tra tube, bus e turisti. Una città caotica e cosmopolita che cambia  anche se allo stesso tempo ha ben salde le sue tradizioni soprattutto verso la corona inglese. Devo ammetterlo non ne sono più abituata a questa velocità, alla frenesia e soprattutto non sono più abituata all’essere legata ai mezzi pubblici! Io che dove vivo mi muovo praticamente solo in macchina perché con i mezzi sarebbe impossibile. Io che sono abituata a tornare a casa in 10 minuti dopo il lavoro o in pausa pranzo  e avere comunque una casa abbastanza grande a prezzi abbordabili. Non so se  sarei pronta a rinunciare alla mia comodità anche se in effetti questa sensazione di movimento ammetto che attiri.

Si sa da Londra spesso partono mode, stili e forse proprio questo resta interessante, riuscire a carpire questo flusso e riportarlo anche altrove. Durante il volo ho letto un articolo su ES magazine sul modo di lavorare londinese (metto il link qui per chi volesse leggere) e in questo periodo in cui io mi sto buttando nel lavoro mi interessano molto questo tipo di articoli.A Londra ci sono sempre più freelance e il concetto di ufficio è sempre meno presente. Nella zona centrale molti uffici sono ritornati ad essere appartamenti e sempre più di moda sono gli uffici in cui si fa coworking, bar e locali si attrezzano per accogliere freelancer con i loro computer portatili. Il concetto di orario di lavoro 9-17 anche sta cambiando, la vita privata e lavorativa spesso si fondono e oggi  avere la possibilità di organizzare il proprio tempo è un vero lusso. Io non sono freelance ma credo che la tendenza sia quella.

Rientro con un giorno di ritardo carica per questo break di 4 giorni, con il cuore pieno  del calore degli abbracci degli amici, quelli che rivedi dopo uno o più anni e con i quali parli come se ti fossi visto la settimana scorsa; carica di quella piccola frenesia che l’atmosfera di Londra ti regala.

 

Vivere con un cucciolo in casa

E’ da tanto che non faccio due chiacchiere qui sul blog e prendo un caffé con voi! La vita “reale” ha preso il sopravvento. Qualche cambiamento lavorativo, una casa che a tratti sembra implodere,  due bambini che mi fanno disperare e un cucciolo… Per fortuna papà Malo mi é di grande aiuto ma avrei bisogno di giornate più lunghe!!

La sera poi é tremenda non ce la faccio proprio a riaprire il PC ho solo voglia di rilassarmi e dormire. Eppure nella mia testa ci sono un sacco di bozze di post che aspettano solo di essere scritti…

Cominciamo dalla vita quotidiana. Vi voglio raccontare un po’della nostra vita a 5!

Avere un “pelosetto” per casa e occuparsene in modo serio é una cosa decisamente impegnativa. Mi faceva già arrabbiare prima ed ora sono ancora più sensibile nel vedere la quantità di animali abbandonati, soprattutto dopo Natale, e ovviamente la maggior parte sono cuccioli.

Oppure leggere post di persone che chiedono informazioni dicendo che stanno cercando la razza di cane piú intelligente che esista, che vada d’accordo con i bambini, non abbai, non sporchi ecc.. ecco lasciate perdere! Un peluche é quello che fa per voi!

Un cane entra a far parte della famiglia e, soprattutto se cucciolo, va seguito e amato come tale, non é un soprammobile che quando ci stufa viene buttato.

Ormai con internet ci sono tutti i mezzi per potersi documentare, per leggere esperienze, per capire se una cosa può essere fattibile o meno.

Anche per questo vi racconto un po’della nostra esperienza!

Lady é arrivata a casa nostra molto piccola e sicuramente le prime settimane non sono state facili.  Un susseguirsi di pipí da asciugare e tante cose da imparare, un po’come per il primo figlio !! E proprio come per i bambini anche per gli animali ci sono diverse scuole di pensiero.

Di seguito una serie di cose da sapere quando si prende un cucciolo in casa.

  • Le pipì!

Se prendete un cucciolo piccolo piccolo come era Lady (2 mesi scarsi) preparatevi ad asciugare tante pipí e anche qualcos’altro! Noi avevamo sempre a portata di mano scottex e un disinfettante con un panno in microfibra per poter pulire le pipí lasciate. E’ fisiologico, a quell’etá come succede per i bebé, non sono in grado di trattenere e quindi fanno pipí dove si trovano, a volte  basta che stiano giocando, un po’di eccitazione  che ecco una pipi. Armatevi di pazienza é una fase che passa abbastanza in fretta, il cane prende le sue abitudini e chiaro non puo’trattenere i suoi bisogni per 24 h ma per una notte intera si!

  • I denti!

Come per le pipí anche i denti e il fatto di mordicchiare tutto sono una fase. Di solito la dentizione definitiva avviene entro i 7 mesi. I dentini da latte sono più affilati e le gengive in alcuni momenti doloranti per questo hanno bisogno  di mordere. Noi abbiamo dovuto rinunciare alle sedie in paglia perchè erano le sue preferite! Senza dimenticare le ciabatte e i zerbini…

  • L’educazione

Abbiamo scelto un cane di una razza grande, abbiamo bambini piccoli e siamo alla prima esperienza : ecco tre motivi per cui l’educazione del cane diventa fondamentale. Affidatevi a centri specializzati e cercate una persona di fiducia. Diffidate da chi usa metodi bizzari, come i collari a strozzo ecc. e sopratutto sappiate che va educato di giorno in giorno. Non serve a nulla fare il corso e poi non continuare a casa, anzi è proprio di giorno in giorno che si rafforza l’educazione. Bisogna insegnargli cosa può o non può fare  e soprattutto va ricompensato quando fa la cosa giusta. Noi abbiamo trovato un’educatrice pazzesca,  ha un feeling speciale con i cani e ci fidiamo molto di lei. Insieme abbiamo fatto ( e devo ammetterlo è soprattutto grazie a Malo!) un ottimo lavoro! Lady ci segue un po’ ovunque, si è abituata fin da subito e noi siamo tranquilli sapendo di poterla portare senza problemi. Un cane educato può essere portato nei negozi, lasciato libero di giocare negli spazi in cui è consentito sapendo che torna al richiamo e così via.

  • Il tempo

Un cane e in particolare un cucciolo ha bisogno del nostro tempo. Non bastano 5 minuti al giorno per fare i loro bisogni, vanno fatti correre e giocare. Hanno bisogno di attenzione, un po’ come i bambini, e di una buona dose di coccole. Hanno bisogno di cure e di essere spazzolati. La cosa che io trovo positiva è che se già prima tendevamo a frequentare i parchi e stare all’aria aperta ora con Lady ne approfittiamo ancora di più e questo fa bene non solo a lei ma anche a noi e ai bimbi!

  • L’Alimentazione: crocchette o alimentazione casalinga?

Siccome questo post è già diventato fin troppo lungo  scriverò in un altro post le nostre scelte per l’alimentazione di Lady! Come dicevo prima, ci sono diverse scuole di pensiero e diverse diete per i cani, ognuno deve adattare la propria a seconda dei tempi, del proprio cane, delle risorse ecc.

  • Amore e Rispetto

Un cane è un cane e come tale, reagisce da cane! Non é un peluche. Quando gioca con i bambini va sempre sorvegliato ma soprattutto vanno sorvegliati  i bambini. Proprio loro devono imparare per primi a rispettarlo e poi si creerà un rapporto speciale. Ogni tanto ho l’impressione di avere un bambino in più o forse due cani! sopratutto con lo Stiazzo si sta creando un rapporto veramente particolare, giocano insieme a modo loro, litigano per un pezzo di legno e scavano buche nella sabbia !


L’Amore che un cane sa dare è molto forte e particolare, tornare a casa e vederla che ti corre incontro per la gioia ti fa capire quanto incondizionato sia il loro amore. Non importa che giornata tu abbia passato, in quel momento dimentichi  tutto!

La sera farle le coccole diventa un momento di relax per entrambe, un momento in cui la mente si svuota e tutte le tensioni si allentano.

I loro sguardi poi, a volte valgono più di mille parole!!

 

 

 

 

 

 

E’ successo a dicembre…

Avevo iniziato un post il 4 gennaio, giorno di rentrée a scuola e di ritorno alla routine quotidiana, ma questo mese di gennaio si sta rivelando più  tosto del previsto, per non dire schifoso! Gli argomenti non mancano é il tempo ad essere tiranno e anche la mia concentrazione che viene meno, soprattutto la sera. Vorrei pero’ raccontarvi lo stesso un paio di esperienze fatte a dicembre.

Dicembre era cominciato con l’arrivo di Lady che ha “sconvolto”, in senso positivo, ma che comunque ha cambiato la nostra quotidianità e poi è volato fino alle vacanze di Natale.

Quest’anno finalmente son riuscita a fare un calendario dell’Avvento che mi ha soddisfatta fatto di piccoli regalini e momenti passati insieme.

Fatto a mano, proprio come piace a me!

il calendario dell’avvento versione 2015

 

 

 

Durante le vacanze di Natale in realtà io ho lavorato ma la Stiazza che era a casa con papà Malo è riuscita a vivere un po’ di più le manifestazioni organizzate nella zona.

Tra le altre cose la Stiazza ha partecipato ad un piccolo atelier sul vetro “soffiato”. Il paese dove viviamo è famoso per questa tradizione (trovate qui maggiori informazioni) e una delle vetrerie storiche ha aperto le sue porte facendo partecipare i bambini. Come?

I bambini potevano scegliere il colore del vetro che volevano a partire da pezzi di vetro esposti e poi seguivano passo a passo la realizzazione di una palla natalizia. Osservandola quando ero incandescente, soffiando e dandole forma insieme al vetraio.

Vi mostro il risultato del lavoro della Stiazza!

Io invece, mi sono concessa un atelier che aspettavo da tempo. In realtà era qualcosa che avrei sempre voluto fare e questa volta tramite amicizie in comune ho trovato una bravissima persona che mi ha aiutato a realizzare un centrotavola natalizio floreale.

Lei si chiama Mireille e di mestiere fa la fiorista (ma non solo ! é anche educatrice canina specializzata in agility) e ha pensato di organizzare degli atelier a tema per chi vuole “giocare” a creare con i fiori.

Mi era già capitato di creare delle composizioni floreali per me o per la mia famiglia, soprattutto da ragazza, ma l’avevo fatto sempre un po’, come dire,”ad occhio”. Mireille ci ha messo a disposizione oltre che un sacco di materiale anche un po’ della sua arte.

Siccome alcune persone che dovevano partecipare erano malate ci ha accolte a casa sua con un tavolo pieno zeppo di materiale, fiori, decorazioni, e un misto di profumo di fiori e tè caldo.

Si inizia! la spugna imbevuta d’acqua è fissata sul piatto del colore scelto (per me rosso) e poi tutto prende forma. Due candele, le rose, rametti di pino e bacche rosse…

Ci vuole un po’ di concentrazione e poi ci si lascia guidare dalla creatività.

Alla ricerca di simmetria e equilibrio

Riempimento ma allo stesso tempo leggerezza. Cura dei dettagli e armonia dei colori.

Alla fine delle due ore son contenta come una bambina e decisamente orgogliosa della mia creazione!

… incrocio le dita e mi bevo un caffè

In questa fine anno  non riesco a fare bilanci, non riesco ad essere ottimista come quasi sempre sono, non credo di avere il buon mood per pensare a questo anno che verrà  …

Crescendo mi avvicino sempre di più al pensiero (che da piccola ovviamente non capivo) di mia mamma; per il quale il nuovo anno faceva sempre un po’ paura con la forte consapevolezza che nei 365 giorni (366 quest’anno) ci saranno come sempre alti e bassi, luci ed ombre, felicità e tristezza.

Ogni anno ci dona qualcuno ma ci porta via qualcun altro.

Come ogni anno avremo grandi soddisfazioni  ma anche amarezze.

E così stasera sarà una serata tra amici; spero passi con un pizzico di leggerezza , sicuramente ci sarà un bel po’ di odore di raclette che aleggerà nell’aria!

 

Vi cito nuovamente la canzone che più mi gira in testa in questo periodo e la trovo azzeccata!

 

guarda me, prendo tutta la vita com’è

non la faccio finita ma incrocio le dita e

mi bevo un caffè

 

 

Xmas with the yours…

Gli Auguri quest’anno arrivano dall’ufficio! Lavorando con dei paesi che non festeggiano il Natale..mi ritrovo  a gestire un po’ di questioni anche oggi, alla vigilia. E siccome ho voglia di un po’ di atmosfera e allegria mi sono messa ad ascoltare qualche canzoncina …ed eccola quella che torna ogni volta!!! Per poi rendermi conto che data 1998!!!!!!! oddio son vecchia! Ma questa é un’altra storia…perché

come diceva mia mamma
Christmas with the yours
Easter what you want “
Tutta la famiglia sarà qui come gli altri anni e allora la cena della Vigilia sarà conviviale con menù a base di Pizza e un pranzo di Natale super tradizionale.

“Panettone is on the table and everybody’s drinking Moscato”

In realtà vi racconterò nel prossimo post due belle esperienze natalizie, una mia e una della Stiazza. Ma adesso AUGURIiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!

alzate il volume e cantate… Xmas with the yours …

 

 

Christmas with the yours  — Easter what you want
Dont’t throw atomic bombs becouse it’s Christmas time.

Vi presento: LADY Bovary

E’ sabato mattina ma la sveglia é puntata alla solita ora. Ci aspetta un piccolo viaggio nel quale incontreremo qualcuno di speciale, di molto speciale.

Stiamo infatti per trovare un nuovo amico anzi una nuova amica che starà con noi per un po’ di tempo.

Inizia infatti per noi una nuova avventura…

Eravamo in 4 e ora, tanto per complicarci un po’ la vita saremo in 5 ! Si, avete capito bene in 5, ma… una ha 4 zampe!

Lei sarà il  primo animale domestico tutto nostro, io avevo un cane quando ero piccina e poi qualche gatto e il Malo ha avuto un gatto. E’ stata una scelta che abbiamo fatto tutti insieme, una scelta importante e impegnativa ma che ci rende felici. Spesso quando dico di aver preso un cane le persone commentano dicendo “hai ceduto ai capricci dei bimbi?” oppure “chi te l’ha chiesto? La grande o é per accontentare il piccolo?” No! Trovo questi commenti piuttosto fastidiosi e tengo a precisare che la decisione é venuta da noi adulti, una decisione importante, discussa in precedenza in quanto un cane impegna molto, sappiamo già che il nostro stile di vita potrebbe cambiare ma ne siamo consapevoli e non é stato per nulla un capriccio dei bambini. Ed é anche per questo che non vogliamo sia considerato un regalo di Natale, perché é molto di più!

Ma adesso basta critiche e vi racconto com’é andata!

L’incontro é stato emozionante. Quando la ragazza ha aperto la porticina ai cuccioli, 4 batuffoli di pelo ci sono corsi incontro. La Stiazza subito si é entusiasmata mentre lo Stiazzo, che di solito é più propenso a correre incontro ai cani, anche sconosciuti, é rimasto un po’ sulle sue, complice un po’ di stanchezza dovuta al viaggio.

La nostra cagnolina l’avevamo vista in foto e subito l’abbiamo riconosciuta dal musetto. Ci siamo in realtà innamorati di tutti i cuccioli ma lei é stata comunque la nostra prescelta.

Abbiamo conosciuto tutti i cuccioli e poi i loro genitori e gli altri cani della coppia. Infatti loro hanno 4 Bovari del Bernese che sono carinissimi, super affettuosi e paciocconi nonostante la loro mole imponente.

Ve la presento !


Si chiama « Lady Bovary » ed é una cucciola di Bovaro del Bernese. Per ora una piccola palla di pelo che diventerà presto una taglia grande.

 

E’ stato bello vedere le reazioni dei bambini, per l’ingresso di questo cucciolo in famiglia. La Stiazza che prima si ne era felice ma non mostrava un entusiasmo “folle” ora é letteralmente innamorata di Lady e diciamo che é decisamente corrisposta! La sera in cui siamo arrivati a casa la vedo togliersi gli occhiali e le chiedo se fosse successo qualcosa visto che stava coccolando la cucciola, mi guarda e mi dice: “non so perché, ma sono così felice che mi sono venute le lacrime agli occhi!” (lo sapete vero che a questa frase gli occhi lucidi son venuti anche a me,ovviamente!). Lo Stiazzo che invece aspettava con ansia il “babau” ha tirato fuori una gelosia da duenne! Se sto coccolando Lady lui viene e le dice che io sono la Sua mamma che lei potrebbe andare nella sua cuccia non in braccio a me!!!


 Essendo la prima cagnolina abbiamo cercato di crearle un ambiente accogliente e (come per il primo figlio!!) scopriamo un sacco di cose nuove sul campo. Siccome diventerà un cane “importante”  e visto che i bambini sono ancora piccoli abbiamo deciso di affidarci ad un’educatrice canina per educarla e darle buone abitudini. Con lei si crea una nuova routine, per ora mangia ancora 3 volte al giorno, va portata fuori regolarmente e così via.

Presto vi aggiornerò sulla sua crescita e sui cambiamenti, per ora: Benvenuta Lady!