Les mistrals gagnants…

Quando sono arrivata in Francia non parlavo il francese;  l’avevo studiato un po’ al liceo ma il livello era terribilmente basso che mi era impossibile comunicare realmente con le persone (potevo sopravvivere sì,  ma non era quello l’obiettivo!); e siccome sono arrivata qui senza lavoro e abbastanza giovane mi sono iscritta ad un corso intensivo di francese per stranieri all’università di Nizza.

Mi sono ritrovata in una bella classe di stranieri dai volti e dalle storie più disparate.

Yucca, una ragazza giapponese venuta qui per diventare chef etoilè; Agnese, una polacca che ha seguito il marito ma che poi ho scoperto essere tornata in Polonia dopo qualche anno; Marija, invece, di orgine serba e che  è tuttora nella regione; Damian,un ragazzo danese, molto taciturno e nordico e altri ragazzi cinesi.

L’insegnante, Nicole, è stata spettacolare. E tuttora porto il suo ricordo con me.

Io lo so, tendo ad essere secchiona in queste cose, ma è più forte di me, se trovo un insegnante con delle buone idee e la voglia di insegnare mi impegno al massimo.

Quello che io ho adorato in Nicole é stata la voglia di trasmettere la sua cultura, non solo la grammatica, l’ortografia,  le regole e mille eccezioni, ma veramente il loro modo di pensare, di vedere le cose e lo ha fatto con tutti i mezzi a disposizione, compresa la cucina.

10 anni fa giusti, era il 2007, anno delle elezioni, per cui spesso ci aiutava a decifrare i discorsi dei politici, ci invitava a guardare i dibattiti per poi parlarne insieme, si parlava di ecologia ed economia.

Un giorno invece, ci ha presentato una canzone che fa parte della cultura francese; credo che nessuno di noi l’abbia apprezzata, né capita, appieno quel giorno. Lei l’ha messa in classe e la cantava con trasporto, ci ha anche proposto di cantarla!! La traduzione che ne era venuta fuori era tremendamente letterale, con parole nuove  che lì per lì non trovavo neanche così utili.

Solo ora, a distanza di anni la capisco veramente, ora che conosco un po’ di più la culutra francese, la sua musica e  l’apprezzo veramente. Sentirla cantare dal vivo poi mi emoziona e mi fa anche tornare indietro negli anni, quando piena di domande mi trovavo in quella classe e iniziavo la mia avventura in terra francese.

Ora, cara Nicole, la tua lezione l’ho veramente capita! Grazie di tutto

Annunci