London calling

Siamo sul volo di ritorno da Londra dopo un bel weekend passato con gli amici. Un weekend in cui abbiamo fatto poco i turisti se non un giretto in centro per mostrare ai bambini i grandi classici. Il Big Ben e Buckingham Palace dove per Alessio c’era la gara conclusiva di Cars 2 e su Westmister arrivava volando Mary Poppins, un giro per Trafalgar e Piccadilly e una tappa da Hamleys per avere il  famoso teddy bear. La bear factory è una macchina di marketing strepitosa! Tu puoi creare il tuo proprio orsacchiotto, scegliendo il corpo, la densità dell’imbottitura, e volendo anche registrando un messaggio con la propria voce,  si sceglie poi il  suo cuore in mezzo ad mille cuoricini di stoffa, si esprime un desiderio e si inserisce;  la ragazza lo cuce davanti ai tuoi occhi e poi è pronto per essere vestito. Non vi dico però il prezzo perché rovinerebbe tutta la poesia ! La Stiazza ha avuto il suo Tom ( ah sì perché si sceglie il nome e si ha anche un certificato di nascita) anche perché io l’avevo fatto 15 anni fa nel mio viaggio estivo in UK e dopo 15 anni é ancora nella mia stanza a casa dei miei genitori. Una merenda a Covent garden tra uno spettacolo e l’altro di artisti di strada e poi di ritorno al nostro hotel per cenare con gli amici.


La nostra Londra è stata comunque speciale, niente musei o attrazioni ma un matrimonio di amici e una giornata passata con altri carissimi amici nel parco di Richmond, dove tra l’altro abbiamo avuto modo di vedere da vicino i cervi e poi gustarci un italianissimo gelato (da Danieli).


Unico neo è stato il volo di ritorno annullato per cui una notte di hotel in più e un giorno di ferie perso.  In questi giorni ho riflettuto un po’ su questa città che offre tanto e  soprattutto va veloce, a Londra si ha veramente l’impressione di essere sempre in movimento. Le persone si muovono frenetiche tra tube, bus e turisti. Una città caotica e cosmopolita che cambia  anche se allo stesso tempo ha ben salde le sue tradizioni soprattutto verso la corona inglese. Devo ammetterlo non ne sono più abituata a questa velocità, alla frenesia e soprattutto non sono più abituata all’essere legata ai mezzi pubblici! Io che dove vivo mi muovo praticamente solo in macchina perché con i mezzi sarebbe impossibile. Io che sono abituata a tornare a casa in 10 minuti dopo il lavoro o in pausa pranzo  e avere comunque una casa abbastanza grande a prezzi abbordabili. Non so se  sarei pronta a rinunciare alla mia comodità anche se in effetti questa sensazione di movimento ammetto che attiri.

Si sa da Londra spesso partono mode, stili e forse proprio questo resta interessante, riuscire a carpire questo flusso e riportarlo anche altrove. Durante il volo ho letto un articolo su ES magazine sul modo di lavorare londinese (metto il link qui per chi volesse leggere) e in questo periodo in cui io mi sto buttando nel lavoro mi interessano molto questo tipo di articoli.A Londra ci sono sempre più freelance e il concetto di ufficio è sempre meno presente. Nella zona centrale molti uffici sono ritornati ad essere appartamenti e sempre più di moda sono gli uffici in cui si fa coworking, bar e locali si attrezzano per accogliere freelancer con i loro computer portatili. Il concetto di orario di lavoro 9-17 anche sta cambiando, la vita privata e lavorativa spesso si fondono e oggi  avere la possibilità di organizzare il proprio tempo è un vero lusso. Io non sono freelance ma credo che la tendenza sia quella.

Rientro con un giorno di ritardo carica per questo break di 4 giorni, con il cuore pieno  del calore degli abbracci degli amici, quelli che rivedi dopo uno o più anni e con i quali parli come se ti fossi visto la settimana scorsa; carica di quella piccola frenesia che l’atmosfera di Londra ti regala.

 

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