Dopo la pioggia…

Un sole caldo e brillante splende in cielo, sembra una di quelle belle giornate autunnali, dove il sole non scotta più ma riscalda dolcemente, giornate da passare in modo calmo, tranquillo, senza fretta, per assaporarne tutti gli istanti, come per immagazzinare caldo per l’inverno: ecco come doveva essere domenica. Una giornata bella, di sport, di “esempio”, una semi maratona per papà Malo, una giornata all’aria aperta per noi, pronti a sostenerlo, incitarlo e congratularci con lui. E invece… invece il sole splendeva ma la notte aveva portato un disastro, una pioggia incessante per due / tre ore consecutive di una violenza mai vista prima.

A casa nostra un po’ di lavoro, un garage allagato, alcuni ricordi da salutare per sempre ma nulla in confronto ad altre persone che invece hanno perso tutto.

Restiamo a casa domenica, lavoriamo in giardino, in garage , non abbiamo tv e la connessione va a rilento. Decine sono le chiamate, decine i messaggi,  whatsapp, facebook. Fa piacere sapere che qualcuno ti pensa altrove e si preoccupa per te. La Stiazza che ancora non realizza bene l’accaduto chiede “ma perché tutti ci chiamano, ci cercano?”  “Perché ci vogliono bene e si preoccupano per noi” ecco la risposta che la rincuora.

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Lunedì prendiamo contatto con la realtà più cruda e brutta, quella che ci mostra la città  in cui viviamo semidistrutta. Il fango ha invaso le strade, i campi da tennis, il campo da golf è diventato una palude. Gli aironi volano a filo dell’acqua. Le piante del vivaio a qualche km sono arrivate fin lì. Elicotteri in cielo, camion e draghe per le strade. Centinaia gli uomini che lavorano, forze dell’ordine, volontari venuti da vicino e da lontano.(le cifre della prefettura  giovedì, dicevano che nella regione più di 500 persone sono impegnate nei lavori, 1556 gli interventi finora effettuati e di cui ancora 400 in atto…)

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La Brague ora è di nuovo quel torrente innocuo che scorre per poi arrivare al mare. Il suo impeto sembra domato, la sua forza placata.

Eppure ha distrutto, ci sono famiglie che hanno perso tutto, case svuotate, ricordi persi, storie “dell’orrore” raccontate ma la vita va avanti, la normalità deve tornare, le scuole riaprono, le strade anche, e i volontari si fanno in quattro per aiutare.

A scuola i bambini hanno raccontato davanti ai compagni se avevano avuto problemi, cosa era successo per poterne discutere tutti insieme. In realtà la maggior parte dei bambini della scuola della Stiazza non abita nella zona più colpita per cui nessuno di loro ha perso la casa ma sicuramente hanno amici o parenti in quella situazione.

Sanno comunque che la loro scuola ha ospitato quelle persone che hanno perso la casa e che non possono andare in piscina perché il loro pulmann ha preso troppa acqua e non parte più; vedono i genitori darsi da fare e aiutare gli altri.

E poi?….. l’altro giorno su Facebook la pagina Biot News ha pubblicato questo e io son contenta di condividerlo:

“Vi chiedete come aiutarci?

Per aiutarci vi invitiamo a venire a Biot quando i media non ne parleranno più, quando gli artigiani, i commercianti, i professionisti riapriranno  e avranno bisogno della vostra presenza; il parrucchiere, il panettiere, il veterinario ecc.

Allora…  VENITE A BIOT!

Se abitate nei d’intorni venite al ristorante, dal fioraio, dal fisioterapista, venite  a comprare i vostri regali di Natale a Biot.
Se abitate lontano veniteci  durante le vacanze, venite a visitare le famose vetrerie che saranno ristrutturate, venite al museo Fernand Leger eccetera…

Vi aspettiamo!”

E vi lascio con una filastrocca di Gianni Rodari

Dopo la pioggia
Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno:

è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.

è bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede – questo è il male –
soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,
questa si che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

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2 pensieri su “Dopo la pioggia…

  1. Ciao Cri! Ho seguito su fb e su nicematin il disastro, roba da matti. E’ bello che la macchina della solidarieta’ si sia attivata e sono convinta che ripartirete tutti alla grande anche se con il peso nel cuore per le persone che hanno perso la vita e le famiglie che hanno perso tutto. Vi abbiamo pensato intensamete da qui! Un abbraccio

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  2. guarda fabi ti dico che é impressionante… ci sono imprese come Amadeus che ha dato una giornata di “ferie” (senza contarlo come ferie diciamo un giorno libero) per fare volontariato. Noi andremo stasera con la croix rouge perché di giorno lavoriamo, e siccome ci sono i nonni per il we andiamo a dare una mano per la cena … parlare con le persone e sentire che hanno perso tutto é straziante, aiutarle il minimo… un abbraccione e grazie per i vostri pensieri

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