La lingua dei segni…per bebé

Nel mio anno da mamma e soprattutto nel primo periodo del mio essere “mamma bis” ho voluto fare dei corsi che per un motivo o per l’altro non avevo fatto con la Stiazza piccola.

Diciamocelo, spesso con il primo figlio siamo più impacciate, l’organizzazione delle uscite sembra pari a quella di un evento internazionale, tendiamo a non uscire frequentemente perché c’è un po’ di venticello, fa troppo freddo, fa troppo caldo, è l’ora della siesta…. Il ritmo della famiglia ovvero della coppia + primo figlio si plasma  sugli orari della creatura, mentre invece i secondi entrano a far parte di un ritmo già prestabilito, già rodato e a volte anche “serrato”. La Stiazza doveva pur essere portata a scuola o recuperata alla fermata del pullman e se questo coincideva con la siesta ….  bé ti piange il cuore svegliarlo ma devi farlo e non ti poni troppe domande.

Mi sono però voluta ritagliare dei momenti con lui e per lui. Ho trovato una bella struttura a Nizza chiamata “Maman Bulle” gestita da una mamma, ovviamente, che ha voluto raggruppare delle attività da fare in gravidanza,  con i bebè e i più piccoli e man mano sta offrendo sempre nuovi corsi e ateliers. Questo il suo sito: http://www.maman-bulle.fr/  per chi volesse saperne di più.

Personalmente é un po’ scomodo per cui non riesco più a frequentarlo e non posso fare molti dei corsi da loro proposti però quando ero a casa ho fatto 2 ateliers: corso di massaggi per bébé e lingua dei segni; e ho partecipato alla formazione della croce rossa sul primo soccorso.

Questa volta vorrei parlare dell’Atelier sulla lingua dei segni. La lingua dei segni é una vera e propria lingua e come tale é diversa da paese a paese; io ho ovviamente imparato alcuni dei segni francesi ma credo che la LIS (lingua dei segni italiana) non sia così tanto diversa.

La prima persona che mi aveva parlato dell’utilizzo della lingua dei segni era stata la nounou (baby sitter) della Stiazza che é diventata ora anche quella dello Stiazzo.

A cosa può servire la lingua dei segni nei bébé?

Spesso la lingua dei segni viene associata solo alle persone che hanno problemi uditivi e invece NO! Non dovrebbe essere così in quanto può essere decisamente utile a tutti i bambini.

I più piccoli, a partire dai 6/8 mesi iniziano ad interagire con noi e vogliono comunicare ma il  linguaggio arriverà soltanto dopo e allora ecco che la lingua dei segni può essere un ottimo modo per aiutarli a comunicare.

Chiaro che non faranno discorsi complessi! ma sapranno per esempio comunicare le loro “necessità” basilari: mangiare, bere,  salutare e ringraziare, chiedere “ancora”, cambiare pannolino ecc

Quando ho frequentato i corsi con l’istruttrice c’é stato subito un bel feeling inoltre essendo italiana amo gesticolare già di mio e con lei ci siamo divertite un sacco! La gestualità va poi accompagnata anche dagli sguardi e dall’enfasi data nei movimenti.

Le lezioni sono suddivise di solito per temi, quelle che ho frequentato io erano così suddivise per farvi un’idea:
Atelier 1 : Le parole “chiave”
ex : mamma, papà, la famiglia, buongiono, grazie etc….

Atelier 2 : Gli animali
domestici, della fattoria, della savana ecc

Atelier 3 : Gli alimenti
ex: frutta e verdura ecc..

Atelier 4 : La natura et le attività

bosco, erba, mare, nuotare, correre ecc

Atelier 5 : i 5 sensi e le emozioni
ex : tristezza, gioia,amore…

signe
Immagine presa dal Web – Signe avec moi

Spesso vengono “segnate” delle canzoncine per i piccoli come in questi video:

https://www.youtube.com/watch?v=pLIFLHElf1c

https://www.youtube.com/watch?v=lGab5OEIUZc

Si trovano molti libri sul linguaggio dei segni, uno dei più usati é Signe avec moi con le illustrazioni per ogni segno.

 I segni vanno fatti in modo naturale mentre si parla al bebé, se stiamo per mangiare allora lo segnamo, quando gli proponiamo se ne vuole ancora idem e così via.Il bambino allora assocerà il gesto alla parola e lo rifarà anche lui.

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Ancora!!!! Immagine presa dal Web

Personalmente ho “segnato” con lo Stiazzo le parole più comuni, non mi son messa a segnare tutte le verdure ecc! ed alcune sono state ritenute più di altre: per esempio il segno “encore” per chiedere di fare ancora qualcosa o se vuole ancora qualcosa e così via. Il meglio é quando ci facciamo le coccole e ridendo troppo per il solletico fa il segno “Encore”!!!

Lo Stiazzo in realtà é passato presto alla fase di “pappagallo” per cui ripete la maggior parte delle parole e cerca di farsi capire con la parola ma i segni fanno parte anche del suo linguaggio e quando mi saluta al mattino un bel “je t’aime” non me lo toglie nessuno. Inoltre c’é  da specificare che lui é un bambino bilingue e ora che ha poco più di un anno e mezzo ripete molto, quasi  tutto in italiano, inizia a ripetere le parole in francese e ogni tanto “segna” alcune parole rafforzandone il concetto. Questo per dire che la lingua dei segni non può che giovare, sicuramente non interferisce all’apprendimento delle altre lingue o non lo rallenta, al contrario lo rafforza.

Alcuni segni possono essere anche molto utili per i “più grandicelli” e mantenerli é un’ottima cosa. Ci possono essere luoghi o situazioni dove non si può urlare, o parlare, per cui i segni possono venire in aiuto. Spesso sono le nounou o le operatrici all’infanzia ad insegnare i segni proprio per poter comunicare meglio con i piccoli, per creare un legame ancora più stretto e aiutarli ad esprimersi in modo diverso che non i pianti per esempio.

Qui in Francia si sta sviluppando molto e credo sia un ottimo esempio. Diffondiamo…

segni
Immagine presa dal Web – Signe avec moi
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