un trasloco, tre stili, tre nazionalità a confronto

Dopo ben 8 anni nello stesso ufficio ci hanno fatte traslocare, sono riusciti a farci schiodare; in realtà non abbiamo avuto scelta! Il nostro ufficio era un po’ la nostra roccaforte, quando la maggior parte delle persone veniva spostata in open space caotici, rumorosi e senza identità, noi ci siamo tenute strette strette il nostro ufficio; dove si poteva chiudere la porta per non essere disturbate, dove oltre al lavoro anche una parte della nostra vita veniva svelata e restava comunque discreta. Siamo riuscite ad ottenere un altro ufficio “chiuso” per fortuna, intimo come piace a noi anche se la vista che avevamo e l’ottima esposizione sono letteralmente saltate.

Siamo in 3.  3 donne, di 3 nazionalità diverse e con 3 caratteri ben distinti  e per questo abbiamo affrontato il nostro trasloco, in 3 modi diversi ognuna con il suo stile.

La collega austriaca é germanica inside! Lei ha colto l’occasione per buttare tutto il superfluo (decluttering a manetta!). Vecchi documenti, vecchi cimeli nel cassetto, tutto via nel cestino, per avere la nuova scrivania  organizzata e ben pulita. I tecnici non l’avrebbero aiutata nello spostamento e allora cosa fa, va lo stesso a chiedere e meticolosa fa mille domande su quali cavi staccare per prima, accertandosi di fare le cose giuste. Controlla cosa le manca, fa la lista e la manda in amministrazione per farsi acquistare tutto il necessario.

La collega francese é l’abitudine fatta a persona! E’ rientrata dalla maternità e con il cambio scrivania ha cambiato “poco”. Ha riposto le cose sulla scrivania esattamente come erano al piano di sopra. Ha controllato di avere tutte le sue cose, perché se fossero finite nei nostri cassetti sarebbe stata morte certa! Ha staccato tutte le pettorine delle sue gare di corsa dall’ufficio al secondo piano e le ha riappiccicate nello stesso ordine, nella stessa posizione nell’uffiico al primo piano. Come da 8 anni a questa parte é arrivata (dopo sei mesi di maternità) e ha preso il caffé con un pezzo della torta che compra uguale da otto anni, che ha riposto nel primo cassetto come fa da sempre.. Lei i colleghi dell’IT che avrebbero dovuto collegarle i dispositivi li ha chiamati, li é andati a cercare e si é lamentata con tutti quelli di passaggio dicendo che li stava aspettando e che se li avessero visti in giro di farli andare subito da lei!

Io invece mi sono resa conto di come sono e sono sempre stata! non riesco ad essere abitudinaria né tantomeno metodica…Per me l’occasione di una nuova scrivania ha voluto dire un restyiling completo di tutto! Una nuova partenza. Ho ripreso delle cartelline colorate, ridiviso la cancelleria che avevo, preso i documenti, selezionati e ricatalogati in modo diverso dal precedente, messo nuovi stickers e conservato in modo creativo anche vecchissimi documenti che mi spiaceva buttare. Il mio legame con i ricordi é tale per cui non riesco a buttare con leggerezza. Ho spostato le mie piantine, prima a destra poi a sinistra  per poter trovare il posto ideale. I fogli vecchi non li butto, li riciclo, non ce la faccio a sprecare la carta é più forte di me. Tutto viene rivisto, reinventato o trasformato. I vecchi gadget ricevuti in regalo li ho portati a mia figlia e hanno iniziato anche loro una nuova vita!

Ai tecnici che teoricamente non avrebbero potuto spostare i pc ho detto con nonchalance che avrei strappato i cavi senza stare troppo a guardare così in modo plateale come i giocatori che si buttano in area di rigore …e in due secondi sono arrivati e non ho alzato un dito! Rigore segnato per me!

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4 pensieri su “un trasloco, tre stili, tre nazionalità a confronto

  1. ciao Cris,
    dopo un anno nel nuovo ufficio c’è nell’aria un nuovo trasloco…questa volta addirittura in un’altra zona della Città, in strade lontanissime dal nostro attuale indirizzo (così comodo x me che arrivo “dalla Valle”) e soprattutto strade mal frequentate!
    in questo ufficio abbiamo trovato “casa” ed equilibrio con le colleghe, abbiamo la vista sulle nostre bellissime montagne oggi innevate di fresco, ognuna ha il proprio angolino con i suoi disegni, foto, ecc…
    non voglio preoccuparmi troppo presto, anche perché non c’è nulla di certo, ma in fondo al cuore sono già triste… abito qui da 30 anni e conosco tutti … 😦

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    • ma ciao!!! in fondo ci passiamo cosi tanto tempo in ufficio che in effetti diventa proprio seconda casa!… noi anche forse cambieremo muri ma per fortuna non dovremmo andare troppo lontano (anche perché io giro già come una trottola per portare uno e l’altra ….).Stamattina sono passata davanti al nostro vecchio ufficio e sono andata alla mia finestra….da li vedevo in lontananza le montagne che mi davano un senso di pace ed é la cosa che più mi manca…il panorama!

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