Presto che é tardi…

Oggi ho letto per caso questa frase e  mi ci sono ritrovata in pieno!

“Per gli altri è un giorno come un altro. Per te, è un giorno come te. Sei in ritardo. Non sei ancora uscito da ieri ed è già domani, anche se gli altri lo chiamano ’oggi‘. (Andrea G. Pinketts)

Anno nuovo, nuovi ritmi, nuovi inizi…e soprattutto tante corse!

In una Francia scombussolata dall’attentato a Charlie Hebdo, tra giorni di ansia, lutto, manifestazioni, spunti di riflessioni; io ho ricominciato la mia vita di mamma lavoratrice. Il che equivale a dire che corro come una trottola avanti e indietro per portare e recuperare tutti; che devo mettermi alla prova con doti organizzative non proprio innate e vivere con l’orologio alla mano per essere puntuale (io che di solito parto alle quattro e dieci per essere in un posto alle quattro meno cinque!!!!).

Però ci stiamo coordinando abbastanza bene, parlo al plurale perché vivere all’estero vuol dire anche contare sulle proprie forze intese come famiglia e quindi  io e papà Malo cerchiamo di fare il possibile per vivere al meglio questo nuovo ritmo.

Le giornate volano letteralmente e mi son resa conto che l’unico momento in cui in effetti tiro un sospiro di sollievo é quando entro in casa la sera con tutti e due gli Stiazzi. Tre sere a settimana poi ripartiamo quasi subito per attività varie, come piscina e ginnastica ritmica, però siamo  insieme e papà Malo ci raggiunge poco dopo.

Le serate son più difficili, mi capita spesso di addormentarmi quando metto a letto gli Stiazzi per poi risvegliarmi a mezzanotte e contare tutte quelle cose che mi ero programmata di fare ma che non ho fatto.

I  weekend ora sono più  intensi e ahimé…corti! Con la testa ne progetto mille ma riuscire a farli ahimé é un’altra cosa.

Ricominciando a lavorare ci si rende conto di quanto il tempo libero o comunque la possibilità di sbrigare faccende varie ogni giorno sia un lusso. Per quanto i bambini possano stancarti nelle giornate a casa e a volte esaurirti psicologicamente sono comunque migliori dei crucci lavorativi. Ci sono momenti in cui in ufficio mi manca l’aria, mi mancano i miei bimbi, vorrei srtingermeli forte, preparargli la torta per merenda e doverli rincorrere per casa. Poi però ci sono talmente tante cose da fare che non ci si può soffermare e allora si va avanti, e si corre contro il tempo.

La nota positiva é più che altro quella “umana”, il ricevere tanti Welcome back in ufficio,  il sapere che qualcuno ti stima e apprezza il tuo lavoro da un po’ di motivazione in più, così come l’affetto di alcuni colleghi e l’aver ritrovato le amiche in ufficio con le quali fare 2 chiacchiere prendendo il caffé.

E ora devo scappare…presto che é tardi!!!!

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