Un problema serio da affrontare: la pedofilia

Le vacanze sono appena terminate, si torna alla routine di tutti i giorni e vorrei parlarvi di un tema molto serio che spesso viene un po’  “nascosto” quasi non se ne volesse parlare ma che invece dovrebbe essere affrontato in modo deciso: la pedofilia.

Spesso si pensa che la pedofilia sia qualcosa  legato al web, lontano, astratto e invece dovremmo mettere in guardia i nostri figli fin da piccoli su questo problema; si, ma come?

Quest’anno mia figlia è diventata molto più espansiva. Crescendo, un po’ della sua timidezza é passata e spesso é più aperta verso le persone anche  con chi non  conosce. Mentre mi fa piacere che vada a giocare con gli altri bimbi senza troppe paranoie mi fa altrettanto paura che possa dare confidenza a persone sconosciute ed adulte.

Durante l’estate, insieme a papà Malo ci siamo chiesti come fare a insegnarle la “diffidenza”,  come fare a farle capire che ci sono persone che sembrano buone ma che in realtà non lo sono,  senza però metterle paura.

Come spiegare ad una bambina di 5 anni  oltre al solito non accettare “caramelle” dagli sconosciuti, anche non dare confidenza, non seguire o non allontanarti per alcun motivo con persone che non conosci.

Cercando spunti sul web abbiamo trovato un sito, a mio parere, utile per poter affrontare il discorso o per lo meno per provare a capire come abbordarlo.

Il sito é  Qui non si tocca ed é stato creato dal Consiglio d’Europa nell’ambito della protezione dei diritti dell’infanzia.


“Non è mai troppo presto per insegnare a un bambino la Regola del Quinonsitocca, perché un abuso può avvenire a qualsiasi età. “

 

La regola del “Qui non si tocca” é semplice, cito:

” un bambino non deve lasciarsi toccare le parti del corpo che sono generalmente coperte dalla biancheria intima. E non deve toccare gli altri in quelle parti. ”

 

I punti principali che il programma invita a spiegare ai bambini sono 5:

1. Il tuo corpo ti appartiene

E’ importante spiegare ai bambini quali sono le parti del corpo, e che quel corpo é loro, ne sono i padroni; per cui possono/devono rifiutare di farsi toccare soprattutto nelle parti intime.

2. Modo di toccare buono – modo di toccare cattivo

Si deve spiegare al bambino che ci sono situazioni in cui degli adulti possono eventualmente toccare o vedere e l’esempio sono le visite mediche ma che in linea di massima non devono essere atteggiamenti che li mettano a disagio.

3. I segreti buoni – i segreti cattivi

Cerchiamo di spiegare ai nostri figli che non devono avere segreti con noi, che é meglio raccontare eventuali  situazioni di disagio o richieste fatte da degli adulti.

4. La responsabilità della prevenzione e della protezione spetta a un adulto

Cito:I bambini vittime di abuso provano vergogna, senso di colpa e paura. Gli adulti devono cercare di evitare di creare tabù intorno alla sessualità e accertarsi che i bambini sappiano a chi rivolgersi se sono preoccupati, ansiosi o tristi. I bambini possono avere la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato. Spetta agli adulti essere attenti e comprendere i loro sentimenti e i loro comportamenti.

5. Segnalare e rivelare/Chiedere aiuto

Spieghiamo ai bambini di avere fiducia in noi e insegnamo loro che esistono delle persone che possono aiutare anche i bambini nelle situazioni difficili (polizia, insegnanti, assistenti sociali ecc).

 

Per poter spiegare in modo semplice questa regola é stata scritta una storiella scaricabile in versione pdf.

La storiella parla di due amici: Kiko e la Mano.

Kiko e la Mano giocano insieme e ad un certo punto la mano chiede a Kiko se gli può toccare il naso e lui risponde di si così per altre parti del corpo ma quando la mano gli chiede di toccarlo sotto la biancheria Kiko risponde fermamente “NO”.

Allora la Mano gli dice che é giusto quello che ha fatto e lo invita a non avere segreti e a raccontare se qualcuno prova a toccarlo sotto la biancheria.

E’ una storiella carina che può servire in effetti da supporto per poter iniziare ad affrontare il discorso. I bambini sono molto spesso più aperti e curiosi di noi per cui affrontano anche i  discorsi più seri e difficili in modo sereno e semplice.

La storiella di Kiko é stata tradotta ed é disponibile in una ventina di lingue diverse.

 

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immagine tratta dal sito

 

Alla Stiazza non abbiamo ancora letto la storia di Kiko ma le abbiamo parlato molto serenamente cercando di metterla in guardia e risposto ai suoi mille perché in merito.

 

Fermatevi un attimo,credo sia molto importante e soprattutto non é mai troppo presto per mettere in guardia i nostri figli.

 

 

 

 

 

 

 

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